Mercoledì delle Ceneri, il significato e le tradizioni popolari nel Gargano

Niente Carnevale, oggi è il Mercoledì delle Ceneri, un giorno sacro e ...

Foggia Reporter

Niente Carnevale, oggi è il Mercoledì delle Ceneri, un giorno sacro e importante con il quale inizia la Quaresima, il periodo che precede la Pasqua, e ricco di tradizioni e significati popolari.

Questo giorno ha alle spalle una tradizione antichissima, scopriamo insieme le origini e il significato religioso di questa festività cristiana. La tradizione legata a questo giorno particolare risale al X secolo, il rito della cospersione delle ceneri ha una funzione di benedizione e allo stesso tempo di purificazione, ricorda il destino mortale di tutti gli uomini.

A ricordare lo stato mortale degli uomini ci pensano infatti le parole del sacerdote nel momento in cui cosparge il capo dei fedeli di cenere: “Ricorda, uomo, che sei polvere e polvere ritornerai”.

Le ceneri utilizzate dal sacerdote sono ricavate bruciando i ramoscelli d’ulivo risalenti alla Domenica delle Palme dell’anno precedente. Questa giornata è molto sentita dalla comunità cristiana poichè simboleggia anche l’inizio della Quaresima, che nella tradizione cristiana coincide proprio con il giorno dopo il Martedì Grasso.

Tradizioni popolari legate al Mercoledì Santo

Da tradizione, durante il Mercoledì delle Ceneri, si dovrebbe digiunare e astenersi dalle carni, così come avviene nel Venerdì Santo. Lo scopo del digiuno e dall’astinenza, secondo la tradizione cristiana, rappresenterebbe la forza dell’uomo nel vincere le passioni terrene.

In Puglia ci sono diverse tradizioni caratteristiche legate a questo giorno. Se in questi giorni visitate la Valle d’Itria vi potrebbe capitare di notare, sospesa tra i vicoli, la Quarantana, una vecchietta che appare dal Mercoledì delle Ceneri fino al Sabato Santo. La tradizione popolare la considera la moglie del Carnevale che si era spento il martedì Grasso, per questo motivo, affranta dal dolore, la vecchietta si mostra con un aspetto dolente e trasandato.

La Quarantana, però, non compare solo in Valle d’Itria, è un vero e proprio simbolo del Mercoledì delle Ceneri anche in altre parti della Puglia e del Sud Italia, anche se ci sono delle piccoli varianti. Anche nel Gargano, in alcuni comuni, continua ad esistere questa antica tradizione popolare.

“Passa la mozza e ppassa la sana, sètte summane la quarantana”, questo il verso che risuona tra i vicoli e le stradine di alcuni paesini del Gargano. Passa la mozza (la parte della settimana che va dal Mercoledì delle Ceneri alla domenica successiva), passa la settimana intera, sette settimane (dura) la Quaresima.

In questo modo si misurava la durata della Quaresima che essendo un periodo di penitenza e di astinenza sembrava non finisse mai. Tutti rispettavano l’astinenza, che non riguardava solo la carne, si doveva rinunciare anche al lardo, a tostare il pane (che rappresenta il corpo di Cristo) e ad abbandonarsi a qualsiasi passione e piacere carnale.

A Mattinata, invece, scrive Salvatore Principe, «quando il digiuno e l’astinenza quaresima le erano rigorosi, i buoni cristiani il giorno delle Ceneri (la Cinnaredd) sciacquavano la bocca, i tegami, i piatti con la cenere, quasi per togliere i residui del grassume della carne mangiata il giorno avanti: le beccherie si chiudevano con i catenacci (…)».

Fonte: amaraterra.blogspot.com