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Martin Cocorocchio: “A Cerignola per lasciare il segno”

Il centrale classe 2001 si racconta: dal Cassino con la fascia da capitano al Monterisi

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A Cerignola lo hanno preso per blindare la difesa, e lui sta rispondendo egregiamente sul campo. Martin Cocorocchio, 24 anni, romano, ex capitano del Cassino, è il centrale che il club ofantino ha voluto in squadra per affrontare al meglio la nuova stagione. L’abbiamo intervistato alla vigilia della prossima sfida di Serie C, la gara di sabato prossimo in trasferta a Picerno.

176 presenze con la maglia del Cassino a 23 anni. Oggi è sempre più raro. Cosa ti ha tenuto legato a quella piazza per ben sette stagioni, quando avresti potuto andare via prima?

“Cassino è stato il mio punto di partenza. Sono di Cassino, vivere e giocare per la squadra della città è stato per me sinonimo di orgoglio. Il forte senso di appartenenza mi ha portato a restare lì per ben sette stagioni consecutive”

Cosa hai imparato in serie D che ti sta servendo ora che giochi tra i professionisti? Quali differenze hai riscontrato con il salto di categoria nei primi mesi (tattica, ritmo di gioco, ecc.)?

“Sicuramente la serie D mi ha aiutato tanto nella mia crescita calcistica, a diventare un giocatore più esperto, a saper gestire meglio i vari momenti di una partita, ma credo che la serie C sia proprio un’altra cosa sia a livello tattico che nei ritmi di gioco (che sono molto più alti). Ci sono giocatori-soprattutto in questo girone C- che se gli concedi tanto spazio e tempo di gioco riescono a fare la differenza”

Qual è un obiettivo personale che ti sei posto per questi due anni che trascorrerai a Cerignola? Ci piacerebbe sapere il tuo, non legato al club o alla squadra.

“Sicuramente il mio obiettivo personale è trovare la prima gioia nei professionisti. E chissà, magari ci prendo gusto!”

Prima di arrivare a Cerignola hai rifiutato la proposta di Gelbison e Francavilla, come mai? Ti ha convinto il club ofantino, oppure ti sentivi già abbastanza pronto per salire di categoria?

“Alla chiamata del Cerignola non potevo mai rinunciare, il salto di categoria era quello che cercavo, è il frutto di sacrifici, lavoro, dedizione e continuità. Quindi non potevo assolutamente rifiutare”

In un’intervista rilasciata di recente hai dichiarato: “Il Mister mi ha chiesto di essere più coraggioso con la palla”. Stai facendo tesoro di questo consiglio/suggerimento? Stai mettendo in atto un approccio più offensivo rispetto al passato?

“Sì, è vero. Il Mister ci chiede di avere coraggio nel giocare e creare superiorità sia in fase di costruzione che in fase offensiva, di conseguenza mi sto adattando a mettere in pratica in campo questi principi”

A quale difensore ti ispiri? Hai qualche calciatore di riferimento nel tuo ruolo?

“Da tifoso romanista ti dico Gianluca Mancini”

C’è un numero che ricorre spesso nella tua carriera: il 45. Che significato ha per te?

“Il 4 rappresenta la nascita di mio nonno, il 5 quello di mia nonna. Entrambi sono stati punti di riferimento importanti nella mia vita”

Fuori dal campo cosa ti piace fare per staccare dal calcio? Come è la vita a Cerignola?

“Quando non sono impegnato negli allenamenti studio. Ho una laurea in Scienze Motorie, e sto ultimando gli ultimi esami per prendere la laurea Magistrale. A Cerignola mi trovo abbastanza bene, è una città tranquilla, mi sono ambientato subito”

Pur essendo così giovane, hai già più volte rivestito il ruolo di capitano. Ricordi il momento in cui ti hanno dato la fascia per la prima volta?

“Sì, è stato un momento indimenticabile. Era il 14 gennaio 2024 e giocavamo a Cava de’ Tirreni contro la Cavese. Vincemmo la partita per 2-0. Ho provato forte emozione e grande senso di responsabilità, e per questo dovrà sempre ringraziare il mio vecchio Mister Imperio Carcione”

Cosa è il calcio per te e cosa pensi che rappresenterà in futuro?

“Il calcio per me è stato sempre sinonimo di divertimento, oggi per me è diventato un vero e proprio lavoro. Chi non vorrebbe fare un lavoro divertendosi?”

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