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Mainiero: “Mi candido a Sindaco” dopo l’esclusione dalle primarie

Mainiero a tutto campo: "ecco perchè non ho firmato il lodo Landella e cosa ...

Foggia Reporter

Il “caso” dell’esclusione di Giuseppe Mainiero dalle primarie del centrodestra foggiano ha avuto una risonanza a livello nazionale. A tal proposito, abbiamo chiesto al diretto interessato i motivi reali che lo hanno spinto a non firmare il codice etico delle primarie e quale sarà il suo futuro politico.

Perchè ha rifiutato di firmare il cosiddetto “lodo Landella”?

Non ho firmato il codice etico perchè rappresenta una demenzialità politica, dal momento che io rappresento una forza politica di opposizione a Franco Landella, quindi, non mi si può chiedere di non contrastare gli atti di questa amministrazione e di non esercitare, con libertà, il mio diritto di critica rispetto a quello che c’è stato. Poi, la mia candidatura, come tutti sanno, vuole essere un’alternativa alla candidatura del Sindaco uscente laddove lui ha devastato il perimetro del centrodestra visto che è sorretto da un’amministrazione che ha fatto a meno della sua originaria coalizione. Infatti, oltre ad aver nominato assessori facendoli decadere dalla carica di consiglieri, ha anche sostituito i consiglieri eletti nel centrodestra con tre consiglieri eletti nelle fila del centrosinistra. La sua è una maggioranza arcobaleno non venuta fuori dalle urne. Quindi, ritengo che lui è il responsabile della devastazione del perimetro della coalizione. Infatti, fin dall’inizio ho detto che se io fossi eletto pretenderei la non partecipazione di Landella e della sua squadra alla partita. Queste primarie sarebbero servite a stabilire chi deve rappresentare il centrodestra a Foggia e dare una speranza di riscatto al centrodestra foggiano dopo cinque anni di devastazione. Invece, hanno inserito questo lodo che non figurava nel momento in cui sono state indette le primarie. Tra l’altro, il Sindaco uscente, inizialmente, dichiarò solennemente di non voler partecipare alla primarie. Poi, è stata inserita questa pagliacciata del lodo, tanto da indurre Tarquinio a lasciare il tavolo della trattativa. Io sono rimasto seduto, ma quel lodo non l’ho sottoscritto mantenendo fede a quello che avevo affermato. Anche perchè le regole si scrivono prima di partecipare ad una competizione. Invece qui è successo il contrario: il codice etico è stato inserito successivamente, dopo che Landella è voluto rientrare in partita. Ma io non accetto questi cambiamenti. Quindi, dopo aver presentato la mia candidatura con le firme necessarie, hanno ritenuto di escludermi e ora mi rivolgo esclusivamente al mio segretario nazionale.

Al di là delle primarie, lei si è candidato a Sindaco. Quali misure urgenti attuerebbe in caso di vittoria?

Occorre intervenire immediatamente sul sistema di mobilità e di viabilità che in questa città è schizofrenico. Bisogna aumentare il numero di agenti della Polizia locale per presidiare il territorio; fare riqualificazioni e ricognizioni del patrimonio; dare risposte concrete all’emergenza abitativa. Tutte queste cose si possono fare subito e senza oneri di spesa. Inoltre, occorre revisionare e riorganizzare tutte le società partecipate e la spesa in modo tale da poter imputare, per ogni servizio, una parte delle risorse disponibili che non sono tante ma nemmeno poche.

Cosa sogna per Foggia?

Sogno che Foggia possa riconquistare il suo ruolo di guida del territorio. Sogno una città al servizio della Capitanata, una città di servizi che sappia rappresentare quel volano per tutto il territorio, seguendo le sue vocazioni e quindi che sappia offrire quei servizi rivolti ai borghi rurali, all’agricoltura e alla produzione ortofrutticola. Sogno una città che sappia rilanciare la zona industriale ASI trasformandola in una agro-industria, ovvero un insediamento produttivo non delocalizzabile che utilizza le materie prime del territorio. La Capitanata è il primo produttore d’Italia di ortofrutta. Noi dobbiamo puntare tutto su questo settore dalla trasformazione e alla commercializzazione. Quindi, la zona ASI non venga per costruire solo gli ipermercati, ma spazi produttivi che diano risposta alla fame di lavoro che attanaglia i giovani del capoluogo dauno. L’unico modo per valorizzare il territorio è quello di ritornare ai fondamentali di questa terra, ergo l’agricoltura e il turismo.