
Sono state tutte rinviate a giudizio le 50 persone, esponenti del clan Li Bergolis- Miucci di Monte Sant’Angelo, coinvolte nell’inchiesta “Mari e Monti” portata a termine il 15 ottobre del 2024 e che fotografò il percorso evolutivo del clan li Bergolis passando da mafia militare a mafia degli affari. Un clan che aveva il suo “fortino” nella zona di Monte Sant’Angelo ma che cercava l’espansione verso il mare avvelenando, per il suo obiettivo, l’economia e la politica locale. Il rinvio a giudizio è stato deciso dal Gup del tribunale di Bari Susanna De Felice, al termine dell’udienza preliminare, nel corso della quale 43 imputati hanno chiesto il rito abbreviato o abbreviato condizionato. Nella prossima udienza, quella del 24 settembre, il gup deciderà anche sull’eventuale ascolto dei collaboratori di giustizia. Tra le persone rinviate a giudizio anche Enzo Miucci, “U’ Criatur” considerato il reggente attuale del clan. Nel processo si sono costituite parti civili i Comuni di Monte Sant’Angelo, Mattinata, Vieste e Manfredonia, l’associazione “‘”Giovanni Panunzio” e la Fai Antiracket di Vieste.


