Lucera, niente di nuovo sul fronte PD dopo la riunione con il segretario provinciale d’Arienzo

Pare tutto fuorché appianata la vexata quaestio del Partito Democratico di Lucera, che si trascina passo dopo passo in un’inveterata impasse interna.
Il circolo di via Scassa permane disunito in due fazioni antitetiche.
Il polo maggioritario del direttivo propugna la volontà di riproporre pedestremente l’assetto politico dell’attuale amministrazione Pitta, in continuità con Forza Italia, scorgendovi l’unica possibilità di prosecuzione governativa.
A guidare questo schieramento è il segretario cittadino Ivano Di Matto (nominato nell’ultimo congresso cittadino dello scorso aprile), l’ex sindaco Giuseppe Melillo, il vicesindaco Claudio Venditti, la consigliera comunale Antonella Matera, Carolina Favilla, Simone Cantore, Nicola Faccilongo e Franco Polito.
Dalla barricata opposta, viceversa, si caldeggia l’attuazione del “campo largo”, inglobando tutte le identità locali di centrosinistra sulla scorta della linea regionale, manifestando una crescente riluttanza a ri-condividere un percorso di alleanza con il partito berlusconiano. Come se soltanto adesso si fossero destati dal torpore, prendendo atto di amministrare con esso da circa cinque uggiosi anni.
I dissenzienti corrispondono al consigliere comunale Antonio Dell’Aquila (immolatosi speciosamente con le dimissioni da capogruppo all’esito della consultazione interna del 19 gennaio scorso), il presidente cittadino Ernesto Giannetta, Giuseppe Trincucci, Lucilla Calabrìa e Tonio Fusco.
II segretario provinciale del PD Pierpaolo d’Arienzo (nonché sindaco di Monte Sant’Angelo) ha tentato di suturare, in certa misura, questo squarcio abissale nel corso di un’interminabile riunione con l’intero direttivo cittadino, svoltasi lo scorso martedì 3 febbraio, volta anche a delineare un quadro complessivo della contingenza.
L’epilogo, per quanto formalmente terso, resta interlocutorio: il Partito Democratico, almeno nelle intenzioni, rimane relegato al perimetro del campo largo — ancorché esso rischi di rivelarsi poco più di un tenue fuoco fatuo nella città federiciana.
Una decisione maturata soprattutto in seguito all’adunanza avvenuta pochi giorni prima, per la precisione lo scorso venerdì 30 gennaio, che ha visto riuniti i coordinatori e i segretari provinciali delle forze politiche che compongono il cosiddetto campo largo.
All’incontro hanno preso parte, oltre a Pierpaolo d’Arienzo in rappresentanza del Partito Democratico, Mario Furore (Movimento 5 Stelle), Michele Santarelli (Partito Socialista), Giuseppe La Torre (Con), Fedele Cannerozzi e Innocenza Starace (Alleanza Verdi e Sinistra).
Dal confronto è emersa all’unanimità «la volontà di assumere la coalizione progressista come orizzonte comune dell’azione politica, sul modello già affermatosi in Regione Puglia con l’elezione di Antonio Decaro e in linea con il percorso che si va delineando anche a livello nazionale come alternativa al centrodestra».
Dal comunicato congiunto si apprende inoltre che «i coordinatori hanno deciso di rafforzare il percorso unitario, programmando nuovi incontri in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. Al centro del confronto le elezioni amministrative di primavera, che coinvolgeranno undici comuni della provincia di Foggia, tra cui Lucera e San Giovanni Rotondo, e la prossima elezione di secondo livello del Consiglio provinciale».
La nota si chiude rimarcando come la coalizione progressista «rappresenti la strada più efficace per costruire proposte credibili e risposte concrete ai bisogni delle cittadine e dei cittadini della Capitanata».
La linea tracciata dal centrosinistra sul piano provinciale, ricalcando quella attualmente vigente in Regione, è lapalissiana.
Essa si pone inevitabilmente in netta antitesi rispetto alla strategia della segreteria cittadina, o meglio, del direttivo predominante. Nonostante lo stesso corifeo Di Matto, a ridosso dell’irrisorio numero di preferenze raccolto dal PD a Lucera nelle ultime elezioni regionali, aveva promosso, lo scorso 16 dicembre, la costituzione di un “campo larghissimo” e l’avvio di un confronto tra tutte le forze politiche che avevano sostenuto la candidatura di Antonio Decaro alla presidenza della Regione Puglia, in vista delle prossime elezioni comunali in primavera.
Il socialista piddino, invero, continua a collocarsi in una zona grigia, confermando il sostegno all’attuale amministrazione eterogenea e garantendo la continuità politica, che potrebbe trovare conferma durante il consiglio comunale convocato per questo pomeriggio, chiamato a deliberare sul bilancio di previsione 2026-2028 proposto dall’assessore al Bilancio, Antonio Buonavitacola (FI).
La via di mezzo più ipotizzabile sarebbe che Forza Italia abbandoni il proprio logo per restare recondita sotto le mentite spoglie di una semplice lista civica, evitando così l’accostamento tra due simboli dai colori politici non complementari. Tuttavia, verrebbe meno la credibilità di un campo largo riconoscibile e coerente, lontano dall’idea di offrire «un’alternativa solida alle destre e alle esperienze ibride che hanno segnato negativamente la vita amministrativa di molti comuni», come sottolineato in una lettera aperta da Mario Monaco (referente cittadino di SI-AVS). Nella missiva, Monaco invoca la necessità «di convocare senza ulteriori rinvii un tavolo di confronto tra tutte le forze politiche e civiche che, a livello nazionale e regionale, si riconoscono nel centrosinistra» e che non nasca attorno a nomi o strategie predeterminate, «ma parta da un’analisi seria delle criticità della politica cittadina, delle scelte compiute negli ultimi anni e delle risposte di cui Lucera ha oggi bisogno».
Monaco, a buon diritto, precisa inoltre che «solo un progetto politico fondato su contenuti chiari, su una visione di sviluppo equa e sostenibile e su una netta discontinuità rispetto a ogni compromesso con spezzoni di centrodestra, anche quando camuffati da liste civiche, può restituire credibilità e prospettiva alla città», perché «il centrosinistra, se vuole essere tale, deve parlare un linguaggio riconoscibile, assumere posizioni coerenti e presentarsi come un’alternativa reale, non come una sommatoria di interessi contingenti».
Delle due l’una: o il PD decide di sostenere la ricandidatura del sindaco Pitta, la cui coalizione prevederà senza ombra di dubbio la presenza di FI, anche sotto false apparenze; oppure promuove il tanto declamato “campo larghissimo” di autentica matrice centrosinistra, di cui si è fatto a prima vista ideatore (dove Pitta non sarà necessariamente designato come leader della compagine, a dispetto della sua avventata auto-ricandidatura per il secondo mandato), rispondendo al grido di “sì, buana” a ogni direttiva impartita dall’alto dei cieli dem di Bari e Foggia.
Fate vobis!