Lucera esclusa dall’albo regionale delle Città d’arte. L’assessora Battista: «Una questione prettamente formale»
La revisione quinquennale della Regione Puglia ha escluso Lucera dall’elenco dei Comuni confermati per mancato invio della documentazione richiesta. L’assessora alla Cultura rassicura: «Stiamo interloquendo con il Dipartimento regionale per ricomporre gli atti»

Nella giornata di ieri, 13 ottobre, con l’adozione dell’Atto Dirigenziale n. 287 della Sezione Turismo e Internazionalizzazione della Regione Puglia, si è formalmente conclusa la revisione quinquennale del registro regionale dei Comuni ad economia prevalentemente turistica e delle Città d’arte.
Sulla base di specifici parametri normativi relativi alla domanda e all’offerta turistica e alla conservazione del patrimonio culturale, l’amministrazione regionale ha esaminato la documentazione presentata dagli enti locali interessati.
A termine dell’istruttoria, il provvedimento ha sancito la conferma dell’iscrizione per 92 Comuni che hanno dimostrato di possedere i requisiti richiesti.
Tra questi, tuttavia, non figura di Lucera, che fino a ieri poteva dunque fregiarsi del riconoscimento regionale di Città d’arte, ottenuto il 13 dicembre del 2017.
Il motivo della sua assenza è presto detto.
Il procedimento di revisione dell’elenco regionale ha riguardato 105 Comuni iscritti al 31 dicembre 2025.
Lucera rientra però tra i 13 Comuni cancellati dal registro perché non hanno fornito riscontro alle note e ai solleciti inviati dalla Regione e non hanno trasmesso «la necessaria documentazione volta a consentire la verifica dei requisiti per la conferma dell’iscrizione», come si legge nella determina regionale.
Infatti, l’iter amministrativo si è articolo, nell’arco di quest’anno, in diverse tappe.
Il 14 gennaio, la Regione ha comunicato tramite PEC ai 105 Comuni l’avvio formale del procedimento di revisione, chiedendo di trasmettere la documentazione necessaria entro 30 giorni.
Il 17 marzo sono stati sollecitati i Comuni inadempienti.
Successivamente, il 20 maggio, il temine per l’invio della documentazione è stato prorogato al 30 giugno.
Un Comune può figurare nell’elenco regionale anche esclusivamente con la qualifica di Città d’arte, senza possedere il riconoscimento di Comune ad economia prevalentemente turistica.
Le due qualifiche previste dalle linee guida regionali sono infatti distinte e autonome, sebbene cumulabili per i Comuni che soddisfano entrambi i gruppi di requisiti.
Nel caso di Lucera, l’assenza di un sito di interesse storico-artistico inserito nella Lista del patrimonio mondiale dell’Unesco, unitamente alla mancanza di almeno quattro dei parametri relativi alla domanda e all’offerta turistica richiesti per il riconoscimento di Comune a economia prevalentemente turistica, non avrebbe comunque impedito alla città di mantenere la qualifica di Città d’arte.
Per quest’ultima, infatti, era sufficiente soddisfare almeno tre dei sei requisiti previsti dalla normativa regionale:
Complessi monumentali o edifici di notevole interesse storico e artistico riconosciuti;
Opere d’arte o collezioni dichiarate di notevole interesse storico o artistico visibili al pubblico;
Almeno 3 musei aperti al pubblico per almeno 8 mesi all’anno (di cui almeno uno di rilievo regionale e uno storico/artistico/archeologico);
Servizi culturali di rilievo provinciale (biblioteche, emeroteche, archivi di Stato);
Attività e manifestazioni culturali svolte con il patrocinio della Regione o degli Enti locali;
Domanda e offerta turistica adeguate rapportate alla popolazione della città.
A chiarire i motivi dell’assenza del Comune di Lucera dal registro regionale delle Città d’arte è stata l’assessora alla Cultura, Mariangela Battista, che, in una nota, ha dichiarato: «Sento di poter tranquillizzare quanti, a giusta ragione, hanno espresso il proprio dissenso sulla cancellazione di Lucera dall’Albo Regionale delle Città d’Arte. Invero, si tratta di una mancata presa d’atto di un riscontro dato a suo tempo dalla struttura del Comune circa la sussistenza di tutti i parametri richiesti. Un semplice aggiornamento che andava perfezionato con il reinvio di dati che non hanno subito modifiche, anzi, sono migliorati. Le solite storie all’italiana. Stiamo interloquendo con il Dipartimento Regionale della Cultura per ricomporre gli atti come detta la norma. Una questione prettamente formale, dunque, che supereremo con le buone prassi. Lucera è e rimarrà Città d’Arte.»

