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Lucera, bocciata in Consiglio comunale la proposta di FdI sul disavanzo sanitario e l’aumento dell’IRPEF: «La Regione risolva il problema che ha creato»

Dopo la bocciatura dell’Ordine del Giorno in Consiglio comunale, il circolo “Salvatore Gaeta” torna sul disavanzo della sanità pugliese e chiede interventi su spesa sanitaria, mobilità passiva e futuro dell’Ospedale Lastaria di Lucera

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Il Consiglio comunale di Lucera ha bocciato, nella seduta di venerdì 11 settembre scorso, l’Ordine del Giorno presentato dai consiglieri di Fratelli d’Italia Nicola Di Battista e Marina Petroianni sul disavanzo della sanità pugliese, quantificato in 349 milioni di euro, e sulla prospettiva di un aumento dell’addizionale regionale IRPEF.
Sulla vicenda interviene ora il circolo cittadino di FdI “Salvatore Gaeta”, che in un comunicato stampa torna sulle ragioni della proposta e critica il mancato sostegno ricevuto in assise consiliare.

L’obiettivo dell’Ordine del Giorno, spiegano da FdI, era quello di impegnare il Comune a farsi portavoce presso la Regione Puglia «affinché non venisse aumentata la pressione fiscale sui cittadini lucerini e pugliesi», chiedendo contestualmente interventi sul disavanzo sanitario attraverso la «riduzione degli sprechi, razionalizzazione della spesa e miglioramento dell’efficienza del sistema sanitario regionale», anche sul fronte della mobilità passiva.

«Una posizione che, evidentemente, maggioranza e minoranza, dello stesso colore politico, hanno ritenuto di non sostenere», evidenzia il partito. 

«Il problema nasce a livello regionale e deve essere affrontato innanzitutto dalla Regione Puglia», è la posizione ribadita da FdI, che considerano distinte la questione dell’addizionale comunale da quella regionale.
Nel corso della seduta, la maggioranza ha infatti presentato un proprio Ordine del Giorno, «orientato alla riduzione delle aliquote dell’addizionale comunale IRPEF». Su quest’ultimo, come si legge nella nota, i consiglieri di FdI hanno scelto di astenersi, precisando di non essere contrari, in linea di principio, a una riduzione della pressione fiscale per i cittadini di Lucera.

Secondo FdI, però, intervenire sulle aliquote comunali non dovrebbe far perdere di vista il problema principale: il disavanzo della sanità regionale e le conseguenze fiscali che ne derivano. Il partito sostiene inoltre di aver manifestato «la propria disponibilità a lavorare e studiare soluzioni concrete per una riduzione dell’addizionale comunale», compatibilmente con gli equilibri finanziari dell’Ente e con il percorso di fuoriuscita dal dissesto.

Sul fronte dell’addizionale regionale, FdI chiarisce che l’obiettivo della propria proposta sarebbe soprattutto quella di impegnare la Regione a intervenire negli anni successivi, considerando ormai inevitabile l’aumento previsto per l’anno in corso. Il circolo critica quindi il comportamento della maggioranza e di una parte dell’opposizione, entrambe ricondotte all’area del centrosinistra, sostenendo che non sarebbe stata manifestata «la stessa disponibilità a farsi portavoce presso la Regione affinché venga rivista la scelta di aumentare l’addizionale regionale IRPEF».

Nel mirino finisce anche la gestione della sanità pugliese. FdI sostiene che l’aumento delle risorse destinate al comparto da parte del Governo nazionale non possa essere considerato sufficiente se non accompagnato da un intervento sulla gestione della spesa.

«Più risorse sono certamente importanti, ma se non si interviene contemporaneamente sul modo in cui quelle risorse vengono spese, non si avrà mai una via d’uscita strutturale», sottolinea il partito.

Nel comunicato viene inoltre rivendicata una posizione che, nelle intenzioni di FdI, dovrebbe andare oltre la contrapposizione politica. Il circolo si dice infatti disponibile a chiedere anche al Governo nazionale maggiori risorse del Fondo Sanitario Nazionale destinate alla Puglia.
«Questo dimostra che la nostra proposta non era contro qualcuno, ma a favore di tutti i cittadini lucerini e pugliesi in generale, indipendentemente dalla loro appartenenza politica», ribadisce il partito.

Un passaggio particolare riguarda poi l’Ospedale Lastaria di Lucera. Fratelli d’Italia chiede alla Regione di chiarire quale sarà il futuro del nosocomio e quale ruolo gli verrà riconosciuto nell’ambito della programmazione sanitaria regionale, chiedendo alla Regione maggiore chiarezza prima di procedere con ulteriori richieste di risorse e sacrifici ai cittadini.

FdI contesta infine che le casse comunali possano essere chiamate indirettamente a compensare gli effetti di una maggiore fiscalità regionale. Il taglio dell’addizionale comunale, viene ribadito, resta un obiettivo condivisibile, ma dovrà essere valutato anche «alla luce del progressivo superamento della situazione di dissesto e delle condizioni finanziarie dell’Ente», compatibilmente con gli equilibri di bilancio e con i vincoli normativi, ritenendo al tempo stesso che «non sia questa la strada per affrontare il problema posto dall’aumento dell’addizionale regionale IRPEF».

La conclusione del circolo S. Gaeta è quindi un appello a mantenere separate le due questioni: da una parte la responsabilità regionale sul disavanzo sanitario e sull’addizionale IRPEF, dall’altra la politica tributaria del Comune di Lucera, dicendosi «favorevoli, in linea di principio, a qualsiasi intervento che possa ridurre le tasse ai cittadini».

Per Fratelli d’Italia, la priorità resta quella di chiedere alla Regione una sanità più efficiente e una gestione più trasparente delle risorse, intervenendo su sprechi e mobilità passiva. Una posizione coerente che il partito sintetizza in una formula: «Meno tasse, meno sprechi, meno clientelismo, meno mobilità passiva e più servizi sanitari per i cittadini».

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