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L’Oro della Daunia: il Gargano e le sue tradizioni si raccontano tra i banchi di scuola

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Ci sono libri che fanno un lavoro più grande di quello che promettono in copertina. Non si fermano a catalogare ricette o a mappare tradizioni, ma diventano veri e propri atti d’amore per un territorio. È il caso di “L’oro della Daunia” (Edises ed. Napoli, maggio 2026), un volume scritto a quattro mani da Luigi Talienti e Giovanni Ognissanti, rispettivamente dirigente scolastico e docente di sostegno dell’Ipeoa “M. Lecce”, che arriverà in libreria nei prossimi giorni.

Il libro, impreziosito dalla prefazione dell’avvocato Raffaele Di Mauro (commissario straordinario dell’ente Parco del Gargano), è un viaggio profondo e ravvicinato in una delle aree più affascinanti della Puglia: la Capitanata e, in particolare, lo sperone del Gargano.

Questo lavoro, restituisce alla cucina il  valore originario di un’arte della sopravvivenza capace di trasformare gli ingredienti più poveri in capolavori di ingegno.

Dietro questa visione c’è l’impostazione data all’istituto dal preside Luigi Talienti. Avvocato, docente di materie giuridiche ed economiche, ma anche scrittore e volontario da anni impegnato nel reinserimento sociale di ex detenuti e minori stranieri non accompagnati, Talienti vive la scuola non come un ufficio burocratico, ma come un motore di riscatto per l’intera comunità. Sotto la sua guida, le sedi dell’Ipeoa di San Giovanni Rotondo e Manfredonia sono diventate spazi aperti, capaci di dialogare con il tessuto locale e di trasformare i programmi scolastici in progetti concreti di inclusione e legalità.

Accanto a lui, la passione per la storia locale di Giovanni Ognissanti, giornalista pubblicista e insegnante, ha permesso di unire i puntini tra passato e presente.

“Il cuore pulsante di questo lavoro – spiega il prof. Talienti – sta nella convinzione che i territori non vadano semplicemente consumati come turisti distratti, ma capiti, protetti e raccontati”.

Il cibo, dopotutto, non vive nel vuoto. Il patrimonio gastronomico – oggi tutelato anche dall’Unesco – è legato a doppio filo ai luoghi fisici della Daunia.

Il viaggio parte dal Neolitico e dal Tavoliere delle Puglie, da sempre il granaio d’Europa, per spiegare l’importanza sacrale del grano e dei cereali.

Lo sguardo si sposta poi verso la costa, rendendo omaggio all’architettura dei trabucchi e alle antiche imbarcazioni come il trallaco, simboli di una civiltà marinara che per secoli ha solcato l’Adriatico.

Dai segreti del mosto fino alla semplicità del pancotto, ogni piatto raccontato nel libro diventa un tassello di storia vissuta.

Il punto di forza del volume è il suo approccio concreto, che mette insieme biologia, economia, matematica ed educazione civica. Ma la vera magia, come raccontano i curatori, avviene ogni giorno nei laboratori della scuola. Lì gli studenti non si limitano a imparare un mestiere, ma diventano i primi, orgogliosi narratori della propria terra.

“Un plauso sincero va a tutta la nostra comunità scolastica”, conclude il preside Talienti. “Con dedizione e passione, i nostri ragazzi e i docenti hanno dimostrato che la grande cucina italiana nasce prima di tutto tra i banchi, tra i profumi dei laboratori e l’attaccamento profondo alle proprie radici”.

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