Statua Della Madonna

L’Incoronata: la Madonna Nera tra fede e tradizione

Il Santuario dell'Incoronata: da secoli meta di devoti e pellegrini

Foggia Reporter

Prosegue il viaggio virtuale nei luoghi dell’arte, della fede e della tradizione popolare presenti a Foggia e provincia. La Capitanata ha una lunga storia di pratiche devozionali. Tra queste spicca il culto per la Madonna Nera dell’Incoronata. L’origine di tale culto si perde nella notte dei tempi. Alcune fonti letterarie collocano l’inizio della venerazione al secolo XVII, mentre fonti archivistiche attestano la sua esistenza fin dal 1140.

Alla base di tutto vi è un avvenimento fondamentale: il ritrovamento della prodigiosa immagine nel bosco del Cervaro l’ ultimo sabato di aprile del 1001. Secondo la tradizione, la Beata Vergine Maria Incoronata apparve all’alba, su una grande quercia, ad un signore che si trovava a caccia nel bosco del fiume Cervaro e gli mostrò la Statua, chiedendo che venisse posta in venerazione in una chiesa da erigere sul luogo dell’ apparizione. Sempre seguendo quanto è riportato dalle fonti, sopraggiunse un contadino, che la tradizione chiama Strazzacappa, che appese ad un ramo della quercia la sua caldarella trasformata, con un pò di olio, in una lampada.

L'Incoronata
L’Incoronata

Venne costruita la chiesa che, dal XI al XVI secolo, fu affidata alla cura prima dei monaci Brasiliani di San Guglielmo da Vercelli e successivamente ai Cistercensi. Nel secolo XVII l’Incoronata divenne commenda cardinalizia poi, all’inizio del secolo XIX,  fu tolta alla giurisdizione dell’autorità ecclesiastica e venne affidata alla gestione dei laici. Questo fu il periodo più brutto per il Santuario che vide diminuire di molto l’affluenza dei pellegrini. Nel 1939 l’Incoronata ritornò alla diocesi di Foggia e fu affidata alla cura dei Figli della Divina Provvidenza, fondati da Don Luigi Orione.

Santuario Incoronata
Santuario Incoronata

Guardando l’ iconografia dell’ Incoronata predomina, in senso assoluto, la figura del boscaiolo che prega devotamente e offre con generosità l’olio per allestire un’improvvisata lampada alla Madre celeste. Ad oggi, sono state tramandate cinque diverse immagini: la quercia con la statua poggiata sul fogliame e ai piedi il contadino con i buoi; immagini che mostrano ai piedi della quercia il solo nobile cacciatore con i suoi cani; immagini che mostrano sia il nobile cacciatore che il contadino; immagini che raffigurano solo la Vergine; immagini che mostrano le “Due Madonne” l’una accanto all’altra e che si rifanno alla narrazione secondo la quale la Vergine sarebbe apparsa lasciando una Statua perchè la venerassero.

Da tempo immemorabile, i devoti ed i pellegrini si ungono la fronte con l’olio benedetto prima di salire a venerare l’antica statua della Madonna. L’olio è un sacramentale, cioè un segno sacro per mezzo del quale vengono ottenute grazie e doni da Dio. L’olio benedetto dell’Incoronata trae la sua ori­gine dal prodigio della lampada che il pastore Strazzacappa mise ad ardere per devozione sul ramo della quercia il giorno dell’apparizione della Madonna.

Cappella Dell'unzione
Cappella Dell’unzione

La preziosa statua dell’Incoronata è custodita in una basilica che, nel marzo del 1978, papa Paolo VI elevò alla dignità di basilica minore. L’interno è arricchito dall’immensa corona bronzea che è appesa alla cupola con soli otto tiranti liberi e oscillanti; sopra l’ingresso il monumentale organo di 2000 canne costruito nel 1982 dal Maestro Alessandro Girotto. Annesso alla basilica, troviamo il grande Santuario che ospita, ogni anno, migliaia di fedeli provenienti da ogni parte del mondo. Nel corso del tempo, si è costituito, intorno all’edificio sacro, un borgo che oggi presenta una complessa situazione di degrado sociale. Una situazione che, più volte, è stata portata all’attenzione delle autorità pubbliche e che tuttavia non influisce sulle attività pastorali del Santuario.

Santuario Incoronata
Santuario Incoronata