Cultura e territorio

“Cara Italia…”, la lettera di un foggiano che vive in Francia ai tempi del Coronavirus

“Cara Italia, ciao sono Michele, tuo figlio. Ti scrivo dalla Francia, tua cugina. Ieri, a mezzogiorno, è iniziata anche qui la quarantena dopo le iniziali restrizioni di sabato scorso. Sono un giovane uomo di 33 anni partito dal Sud, da Foggia“.

Inizia così la lettera che lo chef foggiano Michele Gesualdo ha voluto indirizzare al suo amato Paese, alla sua città Foggia, alla sua famiglia e i ai suoi amici, lontani ma sempre vicini.

Michele ha 33 anni e dopo essersi diplomato all’Istituto alberghiero di Torre di Lama e aver lavorato a Rodi Garganico, nel 2007 ha lasciato la sua terra per andare al Nord, sul lago di Garda.

Dopo essere ritornato per un breve periodo nella sua amata Foggia, Michele nel 2012 ha deciso di partire e trasferirsi in Francia dove attualmente vive e lavora come chef.

“Che ci faccio in Francia? Lavoro come cuoco responsabile di cucina in un ristorante italiano a Bordeaux. Cucinare è la mia passione, me l’hai insegnato tu Italia, con le tue ricette tipiche per ogni regione, città e paese che ti compone”, continua la lettera.

“Non ti scrivo perchè sono preoccupato, te la stai cavando molto bene. Inizialmente, per l’organizzazione, le altre nazioni ti hanno un po’ derisa ma poi gli stessi “errori” si sono ripetuti anche qui, a dimostrazione che siamo tutti sulla stessa barca.

Anche se non volevo ammetterlo, avevo la consapevolezza che ci avrebbero confinati in casa, ma non ne ho fatto un dramma, l’ho accettato. In tutta sincerità la vita frenetica che facciamo ogni giorno spesso ci porta a stare in casa solo nelle ore notturne.

Lavoro, palestra, locali, aperitivi, la posta, le bollette, i social, siamo sempre di corsa. Vedo un’Italia che si sta godendo il tempo con i propri figli, genitori e nonni, che suona fuori ai balconi di casa, che canta e soprattutto condivide emozioni e non post.

L’Italia si è fermata, ha dato spazio ai professionisti. Medici, infermieri e tutti gli operatori sanitari stanno lottando per noi contro la propagazione di questo virus e per questo vanno ringraziati ed elogiati.

In questi giorni ho capito che stiamo ritrovando il senso di umanità che ci accomuna tutti al di là del colore della pelle e dell’estrazione sociale, stiamo riscoprendo cosa vuol dire essere umani.

Famigliari, amici e foggiani, mi rivolgo a voi, non sono preoccupato, ve la state cavando alla grande. State rispettando le restrizioni e questo vi fa onore.

Inizialmente avevo paura per i miei genitori e per i miei parenti più anziani ma li sento tranquilli. Il loro esempio ci deve essere d’aiuto per affrontare tutto questo. Anziani e saggi!”

E conclude: “Siamo in debito con il mondo che ci sostiene e se non cambiamo le nostre abitudini di vita, la natura continuerà a metterci alla prova fino a che non troveremo un equilibrio.

Ciao, sono Michele e so che se resto a casa andrà tutto bene”.

Annarita Correra

Mi chiamo Annarita Correra, ho 28 anni, sono una giornalista pubblicista, una copywriter, content creator e cantastorie. Credo che la bellezza salverà il mondo e per questo la cerco e la inseguo nella mia terra, la più bella del mondo. L’amore per la letteratura mi ha portato a conseguire la laurea triennale in Lettere Moderne e quella magistrale in Filologia Moderna. Ho collaborato con riviste online culturali, raccontando con interviste e reportage le bellezze pugliesi. La mia avventura con Foggia Reporter é iniziata cinque anni fa. Da due anni curo la linea editoriale del giornale, cercando di raccontare la città e la sua provincia in modo inedito, dando voce e spazio alla cultura e alle nostre radici. Scrivo e creo contenuti digitali, gestisco la pagina Instagram del giornale raccogliendo e raccontando le immagini più belle delle nostra terra.
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