Leonardo traina l’aerospazio, Salatto: “La Capitanata è pronta a crescere, ma servono infrastrutture adeguate”

FOGGIA – Le nuove commesse acquisite da Leonardo, con ricadute produttive sugli stabilimenti di Foggia e Grottaglie, rappresentano un’importante opportunità di sviluppo per l’industria aerospaziale e per l’intero sistema economico della Capitanata. Lo sottolinea il presidente di Confindustria Foggia, Potito Salatto, evidenziando come l’aumento delle attività nello stabilimento foggiano possa tradursi in nuove occasioni di lavoro, innovazione e crescita per le imprese dell’indotto.
«Lo stabilimento di Foggia è una delle eccellenze manifatturiere del territorio e dimostra la capacità della Capitanata di competere nelle produzioni ad alto contenuto tecnologico. Ogni nuova commessa significa opportunità concrete per decine di aziende della filiera», afferma Salatto.
Il presidente degli industriali richiama però l’attenzione sulle criticità infrastrutturali delle aree industriali della provincia, ricordando le problematiche già segnalate dal presidente del Consorzio ASI, Agostino De Paolis, relative alla carenza di approvvigionamento idrico nell’area industriale di San Severo e all’obsolescenza delle reti elettriche dell’agglomerato di Incoronata.
«Non possiamo chiedere alle imprese di competere sui mercati internazionali senza garantire servizi essenziali adeguati. Le opportunità offerte da Leonardo devono essere accompagnate da un deciso piano di ammodernamento delle infrastrutture industriali», sottolinea Salatto.
Confindustria Foggia chiede quindi di accelerare gli interventi su reti idriche ed elettriche, viabilità, digitalizzazione e servizi alle imprese, affinché le aree ASI diventino più competitive e attrattive per nuovi investimenti.
«La presenza di un gruppo come Leonardo può diventare il motore di uno sviluppo più ampio per l’intero comparto manifatturiero della Capitanata. Per cogliere questa occasione è necessario che istituzioni, Consorzio ASI, Regione e Governo lavorino insieme per superare le criticità che le imprese denunciano da anni», conclude Salatto.

