Negli ultimi anni, sugli scaffali della grande distribuzione, è possibile trovare un’offerta sempre più ampia di pasta di legumi, che viene – impropriamente – considerata una novità in campo gastronomico.
Già la tradizione contadina del nostro Paese, infatti, prevedeva la preparazione della pasta mescolando la farina bianca (più costosa) o la semola di grano duro con farina di legumi, specialmente quella di ceci.
Durante gli anni 70 e 80 la ricerca di un’alimentazione più naturale portava alla riscoperta delle varietà di pasta a base di farine miste di cereali e legumi, che ebbero la definitiva consacrazione negli anni 90, quando questa scelta sembrava calzare perfettamente con i nuovi concetti nutrizionali, basati sul wellness e sull’alimentazione salutista, oltre che con un’esigenza di sostenibilità sempre più condivisa.
A parlare della pasta di legumi e delle sue caratteristiche è Vincenzo Palma, titolare di Olio Ciavatta, fondatore del marchio LEGUD e creatore di una linea di prodotti alimentari di qualità certificata, a base di legumi decorticati.
Anzitutto, come è fatta la pasta di legumi e quali sono le sue proprietà?
Si tratta di una preparazione che affonda le sue radici in un concetto antico: quello secondo cui i legumi possiedono qualità nutritive formidabili e gli alimenti che li contengono mantengono queste caratteristiche.
In particolare, la pasta confezionata con farina di legumi offre la possibilità di variare le modalità di consumo, che vanno oltre le classiche zuppe, minestre o cotture in umido.
Macinando i semi eduli di alcune leguminacee si ottiene, infatti, una farina molto versatile perché i prodotti realizzabili sono davvero moltissimi.
Inoltre, la pasta confezionata con farina di legumi decorticati risulta più leggera a livello digestivo, perfettamente assimilabile dall’organismo, oltre che assolutamente priva di glutine e, quindi, perfetta per chi soffre di intolleranze a questo elemento.
Con quale frequenza può essere consumata la pasta preparata con farina di legumi?
Avendo un sapore diverso e caratteristico, più accentuato rispetto a quello della tradizionale pasta di semola, il consumo di pasta di legumi è strettamente legato ai gusti personali.
In linea di massima, si può fare riferimento alle porzioni medie settimanali di legumi secchi più comunemente consigliate dai piani nutrizionali: quindi, è possibile mangiare circa 60 grammi di pasta di legumi, due o anche tre volte a settimana.
È vero che mangiare pasta di legumi aiuta a ridurre il peso?
In realtà non si può affermare che questa tipologia di pasta faccia “dimagrire“, l’equivoco nasce dal fatto che, avendo un maggior potere saziante rispetto agli alimenti prodotti con farine raffinate, contribuisce a raggiungere prima il senso di pienezza.
Certo è, comunque, che l’apporto calorico di un primo piatto a base di pasta di legumi risulta inferiore rispetto a quello di altre pietanze.
Ci sono controindicazioni al consumo della pasta di legumi?
Gli unici casi in cui è meglio evitare di mangiarla sono quelli relativi ai soggetti con particolari patologie croniche a livello intestinale, come il colon irritabile.
Bisogna evidenziare, però, che la pasta prodotta con farina di legumi decorticati, essendo priva delle scorie derivanti dalle bucce esterne, risulta molto più digeribile e può essere consumata, con moderazione, anche da chi soffre di tali disturbi.
Infine, quindi, perché mangiare la pasta di legumi?
Oltre a essere perfetta nei casi di intolleranza al glutine, al lattosio e all’istamina, l’apporto di fibre ne fa un ottimo probiotico che nutre la flora batterica intestinale.
Inoltre, la pasta di legumi deve alla sua origine un altissimo contenuto di proteine, vitamine e sali minerali, elementi preziosi per il benessere dell’organismo.
Come in qualsiasi altra scelta alimentare, è comunque essenziale fare riferimento a prodotti di qualità certificata, che assicurino il rispetto dei principi produttivi di un alimento e l’ideale mantenimento delle sue proprietà organolettiche e nutritive.
INFO E CONTATTI
Vincenzo Palma – OLIO CIAVATTA ARL
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