Attualità

Le edicole in cerca di un futuro

La crisi ha chiuso la metà delle edicole foggiane

Una dopo l’altra le edicole abbassano la saracinesca per sempre. Tra le ultime quella storica di via Oberdan, di fronte all’Arcivescovado. Prima di lei le edicole di viale Mazzini, Corso Roma, corso Giannone. Chiuse e abbandonate, triste ricordo di quando si faceva la fila per comprare quotidiani e riviste, fumetti e figurine.  Smantellate e perse per sempre le edicole di via Capozzi e di Corso Cairoli, mentre quella addossata al Palazzo degli Uffici Statali è diventata una rivendita di cover per telefonini e varia mercanzia a basso prezzo. Quella di Foggia è la fotografia grigia di una situazione nazionale. Nel primo semestre del 2020 in Italia hanno chiuso 1.410 edicole. La colpa è innanzitutto della crisi di mercato perché, negli ultimi dieci anni il fatturato né dimezzato mentre i costi sono rimasti invariati e spesso sono aumentati. Il Comune di Foggia era andato incontro alle esigenze dei giornalai, dimezzando il canone di occupazione del suolo pubblico che paga ogni chiosco, ma questa iniziativa è decaduta con l’arrivo del Commissario straordinario.

Vincenzo D'Errico

Giornalista professionista e scrittore, impegnato a lungo nell’emittenza locale, collaboratore del quotidiano L’Edicola del Sud, direttore della Rivista Filosofia dei Diritti Umani / Philosophy of Human Rights.

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