Lavoro e inclusione, il consorzio Oltre celebra la “Giornata della Salute Mentale” con piccole storie di rinascita
Dal miele all’olio, dalla manutenzione del verde al sapone naturale: l’agricoltura sociale racconta come il lavoro possa restituire dignità e fiducia a chi affronta fragilità psichiche

FOGGIA – C’è chi ha scoperto la bellezza di prendersi cura delle api e loro importanza per la salvaguardia della biodiversità, impegnandosi nella produzione del miele millefiori. Chi dal laboratorio di apicoltura ha appreso le tecniche per realizzare il sapone naturale utilizzando olio di oliva, miele e cera d’api. C’è chi attraverso attività di cura e manutenzione del verde e dei Parchetti della Biodiversità sta scoprendo nuove competenze e si sente utile alla comunità in cui vive. C’è chi ha conosciuto esperienze di droga, emarginazione, dolore che lo hanno allontanato da tutto e da tutti, condizionato da seri problemi di salute mentale. Ma il lavoro in agricoltura sociale gli ha offerto una seconda possibilità nella sua vita. C‘è anche chi si porta dietro un passato difficile che l’aveva spinta ad isolarsi completamente per più di 15 anni, annullandosi come persona sia dal punto di vista sociale che lavorativo. Ma grazie al lavoro in agricoltura è tornata a credere nelle sue capacità, nei suoi talenti e ha riacquistato la fiducia negli altri.
Piccole storie che raccontano quanto siano importanti la formazione ed il lavoro per favorire l’inclusione sociale di persone con problematiche di salute mentale. Un invito a scommettere con più fiducia nell’inserimento di persone con questo tipo di fragilità, che arriva il 10 ottobre in occasione della “Giornata Mondiale della Salute Mentale”, che il consorzio di cooperative sociali Oltre la rete di imprese celebra attraverso l’impegno dei vari operatori ed ospiti delle strutture socio-sanitarie coinvolti in attività in cui vengono realizzati prodotti o servizi per la comunità. L’obiettivo della giornata è quello di aumentare la consapevolezza in tutto il mondo, di mobilitare gli sforzi a sostegno della salute mentale, di combattere lo stigma e le discriminazioni e soprattutto coinvolgere le istituzioni sull’importanza del benessere psicologico.
«La nostra finalità è quella di attivare percorsi di potenzialità lavorative per far riscoprire capacità residuali, creare momenti di impegno e socializzazione ed immaginare un’idea di produzione dei beni – ricorda Carmine Spagnuolo, presidente di Medtraining -. Coinvolgere attivamente persone con problemi di salute mentale in processi lavorativi che possono svolgere, vuol dire pensare al sociale in relazione all’economia dello scarto che diventa economia di inclusione, di riscatto per chi non riesce ad entrare nel mondo del lavoro per i motivi più disparati». Nel consorzio Oltre, dunque, c’è chi è impegnato nella raccolta delle olive che si trasformeranno in “Volìo”, l’olio extravergine d’oliva al gusto dell’inclusione sociale e lavorativa. Chi è coinvolto in attività di manutenzione e cura delle fioriere e dei parchetti della Biodiversità ad Orsara di Puglia, chi lavora negli uffici di Medtraining dando una mano in segreteria.
C’è chi opera nell’attività di Ortoterapia che si svolge nel giardino del Centro Diurno “Cuore con le ali” a Poggio Imperiale. C’è anche chi partecipa alla realizzazione del miele. Come gli ospiti di Casa per la Vita Brecciolosa di San Marco la Catola, la struttura socio-sanitaria gestita da Sicura srl che accoglie persone con problematiche psicosociali e/o psichiatriche. Coinvolti nel laboratorio di Apicoltura, gli ospiti osservano da vicino gli apiari, utilizzano gli strumenti dell’apicoltore e sono impegnati nel lavoro di etichettatura dei barattoli del miele millefiori “Volìo”. E sono sempre gli ospiti di Brecciolosa che stanno realizzano il sapone naturale seguendo tutte le attività produttive. Così come persone con fragilità collaborano nella realizzazione della pasta biologica a marchio centonove/novantasei – in riferimento alla bottega di Foggia in cui si vendono prodotti etici, solidali e liberati dalle mafie – che sin dal nome vuole raccontare l’importanza e l’efficacia della legge 109/96, la normativa che consente la restituzione alla collettività delle ricchezze e dei patrimoni sottratti alle organizzazioni criminali favorendone il riutilizzo pubblico e sociale. «Il lavoro, è un elemento fondamentale per offrire alle persone più fragili una nuova rappresentazione di sé e il superamento della malattia» conclude Spagnuolo.

