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L’allarme di Gennaro Tedesco sulla biblioteca “Michele Lecce”: «Non cancelliamo il modello con il terzo settore»

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Che futuro attende la biblioteca comunale “Michele Lecce” di San Giovanni Rotondo? A sollevare la questione è l’ex assessore alla cultura e al turismo, Gennaro Tedesco, preoccupato per le voci che filtrano da palazzo San Francesco. Il timore è che si decida di fare un passo indietro, tagliando fuori le realtà associative per motivi puramente economici.

Riavvolgendo il nastro, Tedesco ricorda gli interventi fatti durante il suo mandato per riaprire e ridare vita alla struttura compresa la risoluzione dei problemi all’impianto di riscaldamento, all’uscita dalla logica che vedeva la biblioteca come semplice ripiego per personale a fine carriera (definitivamente superata con il concorso per un bibliotecario professionista) e alla sinergia con il mondo del volontariato.

Proprio questa collaborazione rappresentava il cuore del progetto che vede da un lato il comune a garantire la sede e la figura professionale, dall’altro tre associazioni del territorio impegnate nel far vivere gli spazi con laboratori, eventi e iniziative culturali. Una gestione che scadrà il prossimo ottobre e che, già in passato, Tedesco aveva scelto di non prorogare in modo automatico, preferendo la strada di un nuovo bando pubblico per garantire massima trasparenza.

Oggi, però, lo scenario rischia di cambiare. Secondo l’ex assessore, l’amministrazione starebbe valutando di non rinnovare il bando e di affidare l’intero servizio a una sola persona per ridurre i costi. Una scelta che, per Tedesco, sarebbe insostenibile. E’ davvero credibile che un singolo dipendente riesca da solo a gestire le aperture, la catalogazione, l’accoglienza e, contemporaneamente, a organizzare eventi, laboratori e attività per la comunità?

Richiamando la visione dell’amministrazione condivisa cara a Guglielmo Minervini, Tedesco si rivolge direttamente alla sindaca Floriana Natale e all’attuale assessore alla cultura, chiedendo chiarezza sul futuro del presidio culturale della città. Le istituzioni intendono continuare a investire sulla cooperazione con il terzo settore o si sceglierà la strada dei tagli?

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