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Foggia Reporter

Il nostro viaggio nella provincia di Foggia, alla scoperta di oasi naturali e interessanti zone immerse nella natura continua. Oggi vi portiamo alla scoperta del Lago di Biccari, raccontandovi la sua storia grazie al contributo del cultore di storia locale Ettore Braglia.

Da Biccari una strada antichissima sale verso il monte Cornacchia. Ѐ ancora la via battuta dai greci, quando scorazzando formavano la Capitanata e dai Normanni, quando da Troia passando per Castelluccio, scendevano a Biccari.

Improvvisamente a quasi 800 metri la salita si interrompe e poi insinuante, vedi l’acqua è il lago di Biccari. Alle spalle emerge la prima cima del monte Cornacchia, il più alto monte della Puglia e anche l’unico lago di acqua dolce della regione.

Già nel 1212 il lago è nominato da papa Innocenzo III, in una bolla inviata al vescovo di Troia che assegna al paese del subappennino la chiesa di S. Panfilo iuxta lacum Biccari (vicina al lago di Biccari), non è la storia più antica, lo scoprirono i Japigi e i Dauni vi fecero sosta forse portando dal mare i pesci nel lago a fargli compagnia.

Vi arrivarono le vedette di Annibale, quando il suo esercito vi pose gli accampamenti, verso Ecane seguito fino a Canne. Vi giunsero i Greci e vi salì il Catapano per osservare dal più alto monte di Puglia, la Capatanata. Fu rasentata cento volte dai Normanni che perlustrarono i domini e i loro cavalli ne bevvero l’acqua.

La vicina piantagione si estende fino alle sue rive, uno sfoltimento sapiente dei giunchi, delle ridenti casette, disegna un caratteristico luogo della Daunia. Un panorama vastissimo, con il Subappennino, il Tavoliere, il Gargano, il mare e tanti paesi; aria salubre con ripresa di salute e di energie e d’estate distendersi sotto un arbusto dell’antico Erbamala.

Il lago di Biccari è un bacino lacustre naturale chiamato Lago Pescara, un caratteristico laghetto che si estende per circa tre ettari con una profondità che, al centro del lago, raggiunge anche i quattro metri. Il termine “Pescara” del laghetto, tuttavia, è improprio e deriverebbe da un errore di trascrizione sulle carte toponomastiche, in quanto la gente del posto gli assegnava il nome di “Peschiera”, attribuendo quindi al laghetto l’immagine di un luogo prospero per la pesca.