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La danza come rinascita: a Foggia le “Orex” trasformano il dolore in arte

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A Foggia il 23 giugno, ore 21:00. Sul palco del Teatro Regio di Capitanata, le Orex tornano in scena con un’opera che va ben oltre il semplice spettacolo: una reinterpretazione corale del “Sogno di una notte di mezza estate” in cui il movimento diventa liberazione in una vera storia di riscatto shakespeariana.

Un vero ponte tra arte e impegno sociale. Il progetto nasce da un’alleanza che a Foggia è ormai un punto di riferimento, quella tra l’associazione Orex e Impegno Donna, la realtà che gestisce il centro antiviolenza (CAV) cittadino. Grazie al sostegno dell’8 per mille della Chiesa Valdese, è nato un laboratorio, capace di far danzare insieme volontarie e donne che hanno vissuto sulla propria pelle il dramma della violenza restituendo insieme più forza al gruppo.

La regia di Francesca Trisciuoglio Capozzi non ha imposto schemi rigidi. Al contrario, il processo creativo è stato profondamente democratico e partecipativo. La regista lancia l’input, ma sono le donne a tradurlo in gesto.

Ogni movimento è il frutto di proposte nate dal gruppo e poi riassemblate in una coreografia corale.

La scelta del titolo shakespeariano, arrivata dopo un lungo confronto, è diventata il pretesto per una narrazione libera, affidata alla potenza della teatro-danza.

L’intendo del progetto è andare oltre la violenza e  verso il cambiamento. Difatti per Franca Dente, presidente di Impegno Donna, questo spettacolo è un’azione culturale necessaria per il territorio. Non si tratta solo di calcare un palcoscenico, ma di offrire una forma di inclusione reale a chi ha attraversato il buio.

“È un lavoro di grande introspezione. Queste iniziative trasformano il dolore in espressione artistica, offrendo un riscatto a chi ha vissuto fasi difficili della vita” afferma Dente.

La serata del 23 giugno non sarà solo la chiusura di un percorso di mesi, ma una vera e propria “restituzione” alla cittadinanza. L’obiettivo è duplice e ambizioso: emozionare il pubblico con una performance di alto livello e, contemporaneamente, tenere i riflettori accesi sulla violenza di genere.

A Foggia, la cultura dimostra ancora una volta di non essere solo intrattenimento, ma un potente motore di guarigione e cambiamento sociale in cui le donne danzatrici, scelgono di riprendersi il proprio spazio nel mondo.

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