Attualità

Intelligenza artificiale in ospedale: un’opportunità da sfruttare?

E’ il tema del libro “Curare con intelligenza” del medico palermitano Salvatore Corrao

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Oggi la medicina è chiamata a confrontarsi con una maggiore complessità dal punto di vista clinico, informativo e organizzativo. L’intelligenza artificiale, oggi sempre più diffusa nei più svariati ambiti professionali, può offrire una risposta valida anche in tal senso. E’ il tema del recente libro pubblicato dal medico palermitano Salvatore Corrao (“Il pensiero scientifico” editore), intitolato “Curare con intelligenza-L’intelligenza artificiale tra sapere medico e decisione umana”.

Intervistato di recente per una rivista mensile di salute e benessere, il dott. Corrao (docente ordinario di Medicina interna all’Università degli Studi di Palermo) ha spiegato che sfruttare correttamente gli algoritmi è una straordinaria opportunità per gli ospedali.

L’intelligenza artificiale, proprio grazie a sofisticati algoritmi, è in grado di supportare lo specialista nello svolgimento del suo lavoro, ampliando la sua visione d’insieme e migliorando spesso le diagnosi mediche.

Come appunto sottolinea il dott. Corrao- oggi anche in ambito medico ci troviamo davanti ad una scissione: da una parte ci sono i dottori non più giovani, che guardano alla tecnologia con il timore che possa prendere il sopravvento e sostituirsi al professionista, dall’altra ci sono le nuove generazioni, che utilizzano e consultano l’IA per trovare risposta a qualsiasi quesito.

Mentre il timore degli anziani è giustificato (a condizione che non sia paralizzante nei confronti delle nuove tecnologie), i più giovani dovrebbero imparare ad interrogare l’IA in maniera corretta ed efficace.

Nel volume pubblicato di recente, Corrao evidenzia la necessità che il medico non utilizzi l’algoritmo come sostituzione del proprio giudizio. Il rischio concreto è che-con il passare del tempo- si perda progressivamente la capacità di ragionamento diagnostico-terapeutico autonomo.

Le aree in cui l’intelligenza artificiale può essere utile

I sistemi IA sono in grado-attraverso la sofistica diagnostica per immagini- di rilevare lesioni polmonari, lesioni retiniche e polipi intestinali con una precisione e accuratezza paragonabili a quelle degli specialisti. Altro ambito in cui l’IA può servire è la medicina predittiva. L’intelligenza artificiale non si limita cioè a dire “cosa c’è” ma va oltre, riuscendo a predire “cosa accadrà”.

In ambito clinico tale progresso si applica nel pronto soccorso, in oncologia, oppure neurologia e pneumologia, dove alcuni algoritmi sono in grado di stimare la velocità di progressione di alcune malattie croniche (come la demenza), ed anche la medicina interna, che richiede approcci ai pazienti più complessi.

Secondo Corrao, l’applicazione dell’IA in reparto potrebbe ridurre le tempistiche di intervento, garantire una maggiore circolazione delle informazioni mediche, ottimizzare le liste d’attesa, migliorare l’interazione medico-paziente. Inoltre potrebbe essere utile nell’individuare e segnalare tempestivamente situazioni critiche sul territorio, come le ondate influenzali, supportando i medici di medicina generale nella loro attività.

In Italia l’applicazione dell’IA avviene soltanto in alcune realtà ospedaliere. L’obiettivo da raggiungere nel più breve tempo possibile dovrebbe essere l’utilizzo dell’intelligenza artificiale a livello generale “di sistema”, affinchè tutti possano accedervi e trarne beneficio. Per ottenere ciò, sono necessari un cambiamento culturale profondo ed una formazione mirata delle nuove generazioni di medici.

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