Cronaca

Incendio allo scatolificio Sigilla, chieste condanne per oltre 10 anni per tre cerignolani

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PESARO – Oltre 10 anni di carcere complessivi sono stati chiesti per tre dei quattro imputati accusati dell’incendio doloso che l’11 aprile 2025 devastò lo scatolificio Sigilla nell’area di Esaro. Il rogo provocò danni stimati in circa 4 milioni di euro, compromettendo anche la struttura dell’azienda. I quattro imputati, inizialmente finiti in carcere e oggi sottoposti all’obbligo di firma, sono tre pluripregiudicati di Cerignola, di 43, 48 e 53 anni, e un 42enne serbo residente a Jesi. Sono accusati di incendio doloso aggravato per aver colpito una realtà industriale e provocato ingenti danni patrimoniali.

Davanti al gup, il 42enne Glisic Ricard, difeso dall’avvocato Gianni Marasca, ha proposto un patteggiamento a due anni. Nel rito abbreviato il pm ha invece chiesto 4 anni e 6 mesi per Giuseppe Calvio, 43 anni, difeso dall’avvocato Michele Pierno del foro di Foggia, e 4 anni per Antonio Marinaro, 48 anni. Il 53enne Michele Dinapoli ha scelto invece di affrontare il processo con rito ordinario.

Lo scatolificio si è costituito parte civile attraverso l’avvocato Michelina Marsili, avanzando una richiesta di risarcimento di quasi 4 milioni di euro. La sentenza è attesa per l’11 novembre.

L’indagine aveva portato, lo scorso agosto, anche all’arresto del presunto mandante dell’incendio, un imprenditore di 57 anni, amministratore di un altro scatolificio specializzato nella produzione di imballaggi in cartone nell’area di Talacchio di Vallefoglia. L’uomo si era dimesso dall’incarico alcuni mesi prima, dopo essere stato indicato da uno degli esecutori materiali.

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