Incendi in Puglia, Confcooperative lancia l’allarme: «Serve un Patto di Protezione per salvare le foreste»
De Angelis: «Basta intervenire solo nelle emergenze. Le cooperative forestali sono pronte a fare la loro parte»

BARI – Gli incendi che stanno interessando la Puglia ripropongono una delle principali emergenze ambientali della regione. Per Confcooperative Puglia non è più sufficiente limitarsi allo spegnimento delle fiamme: occorre puntare sulla prevenzione e sulla manutenzione costante del patrimonio boschivo attraverso un vero e proprio “Patto di Protezione delle Foreste”.
A lanciare l’appello è Mario De Angelis, responsabile del Settore Foreste di Confcooperative Puglia, che invita a cambiare approccio di fronte a un fenomeno aggravato dai cambiamenti climatici, dalle ondate di calore e dalla siccità.
I numeri confermano la gravità della situazione. Secondo i dati Ispra, nel 2025 in Puglia sono andati distrutti circa 1.050 ettari di superfici forestali, mentre l’area complessivamente percorsa dal fuoco ha superato i 3.600 ettari. Anche il 2026 si preannuncia critico: il programma europeo Copernicus ha già censito 972 ettari interessati dagli incendi nei primi mesi dell’estate, quando la stagione a maggior rischio deve ancora entrare nel vivo.
«Non possiamo continuare a intervenire solo quando i boschi bruciano – afferma De Angelis –. Gli incendi non sono più eventi eccezionali, ma una conseguenza sempre più frequente dei cambiamenti climatici. È arrivato il momento di costruire un sistema fondato sulla prevenzione, sulla gestione sostenibile e sulla collaborazione tra istituzioni, enti locali, imprese e cooperative».
Confcooperative ricorda che la Puglia è tra le regioni italiane con il più basso indice di boscosità e che ogni ettaro di foresta rappresenta un patrimonio fondamentale per la biodiversità, la difesa del suolo, l’assorbimento della CO₂, la regolazione del ciclo dell’acqua e lo sviluppo del turismo naturalistico.
«Perdere un bosco in Puglia significa perdere un patrimonio che richiederà decenni per ricostituirsi – sottolinea De Angelis –. Investire nella manutenzione ordinaria significa invece tutelare il territorio, creare occupazione nelle aree interne e rafforzare l’intera filiera forestale».
L’associazione evidenzia inoltre il ruolo delle cooperative forestali, impegnate nella gestione del sottobosco, nella manutenzione della viabilità forestale, nella realizzazione delle fasce tagliafuoco, nella valorizzazione delle biomasse e nel monitoraggio delle aree più esposte al rischio.
«Le cooperative rappresentano un presidio permanente del territorio e sono pronte a contribuire a una nuova governance del patrimonio forestale. Serve una scelta politica coraggiosa che destini maggiori risorse alla manutenzione programmata. Dobbiamo passare definitivamente dalla cultura dell’emergenza a quella della manutenzione: i boschi si proteggono tutto l’anno, non solo quando vanno in fiamme», conclude De Angelis.

