Il Benedetto, “u Beneditt’: ecco l’antipasto foggiano per il pranzo di Pasqua

Il Benedetto rappresentala morte e la resurrezione di Cristo

Foggia Reporter

In questa settimana fervono i preparativi per il pranzo della domenica di Pasqua. I foggiani, si sa, quando si tratta del cibo sono molto tradizionalisti e non rinunciano alle pietanze caratteristiche della Pasqua foggiana. Che pranzo di Pasqua sarebbe a Foggia senza il Benedetto?

Il Benedetto, “u Beneditt” in dialetto foggiano, sarebbe l’antipasto che le donne foggiane preparano per il pranzo pasquale. Questo piatto fondamentale della tradizione deve anticipare il primo di pasta, ed è preceduto a sua volta dalla “Benedizione”, un rito affidato al capo famiglia (in genere si tratta della persona più anziana presente a tavola). Dopo una breve preghiera di ringraziamento per il cibo che si andrà a mangiare in questo giorno santo, con un rametto di ulivo, conservato dalla domenica delle Palme, bagnato nell’acqua benedetta distribuita in chiesa dopo la messa Pasquale, con gesto solenne “benedice” tutti i presenti a tavola.

Si inizia poi a mangiare il Benedetto, questo antichissimo antipasto della tradizione foggiana amato da grandi e piccini. In un unico piatto sono disposti vari ingredienti diversi tra loro, si va dai salumi al cedro candito, passando per le immancabili uova sode, i formaggi e gli agrumi. Si dice che questi ingredienti rappresentino la morte e la resurrezione di Cristo.

Ogni festa tradizionale che si rispetti è legata ad un vero e proprio rito culinario. Pensate alla Vigilia di Natale a Foggia, sarebbe la stessa senza le mitiche e deliziose pettole? Per la Pasqua, il classico Benedetto è una vera e propria istituzione nelle case foggiane, oltre ad avere una valenza simbolica molto importante.

Scopriamo il significato della scelta degli ingredienti per il Benedetto con Alberto Mangano. “L’uovo, simbolo pasquale per antonomasia, presente in tutte le ricette culinarie di questo periodo, è simbolo di rinascita dei corpi e della natura; la ricotta, pasto dei poveri, deriva il suo nome dal latino recoctus, cotto due volte, riferito al trattamento termico che il siero  subisce durante la lavorazione.

Per ciò che concerne la sopressata, il suo valore simbolico risiede nel fatto che è un salume preparato e messo a stagionare sotto la pressione dei pesi. In questo caso rappresenta la morte della carne che nel periodo quaresimale era vietato mangiare. Gli agrumi hanno un’origine mitica legata alla leggenda. In occasione delle nozze di Zeus ed Era, Madre Terra regalò ad Era l’albero dei frutti d’oro, simbolo di amore e fecondità. Per questo motivo i fiori d’arancio sono il simbolo del matrimonio”.

E aggiunge: “Dall’analisi degli ingredienti d’”u  benedette” è facile intuire un augurio ed un gesto apotropaico nei confronti delle forze vegetative che in questo periodo si risvegliano. Se per la palma, l’uovo, la ricotta e la sopressata il significato di morte e rinascita è facilmente rintracciabile, per gli agrumi bisogna decodificare il mito delle Esperidi, figlie della notte, che erano tre e rappresentavano tutte le fasi del tramonto.

Si può, così, concludere che nell’antipasto pasquale, è rappresentata la morte e la resurrezione della vegetazione e di Cristo”.

Fonte: http://manganofoggia.it