Cultura e territorio

Il 17 gennaio 1773 nacque a Foggia don Antonio Silvestri, il sacerdote dei poveri

Foggia – Il 17 gennaio 1773, a Foggia, nacque don Antonio Silvestri, conosciuto da tutti come il sacerdote dei poveri, l’umile sacerdote foggiano che passò la sua vita al servizio dei più bisognosi.
Un grande personaggio della storia foggiana, troppo spesso, ingiustamente, dimenticato. Don Silvestri è stato un vero e proprio eroe della carità, sempre pronto ad aiutare il prossimo e attento ai problemi dei suoi concittadini. Dopo aver abbandonato gli studi comprese ed avvertì ben presto la sua vocazione al sacerdozio.
Per lunghi anni visse in estrema povertà in compagnia della sua adorata madre. All’inizio fu assegnato alla Chiesa dei Padri Cappuccini dove la sua Messa era ascoltata da folle di fedeli di ogni ceto sociale e provenienti da tutte le zone della città. E le cose non cambiarono anche quando fu trasferito alla Chiesa di S.Agostino in via Arpi; da lui si rivolgevano i fedeli o per un aiuto materiale o per ascoltare le sue Omelie durante la Santa Messa che incantavano genti di ogni età.
Praticamente vestito di stracci attraversava le vie cittadine invitando quanti incontrasse a partecipare alla Santa Messa, li invitava alla preghiera ed a essere ceritatevoli nei confronti del prossimo. Fu il primo sacerdote che si prodigò affinchè i carcerati vivessero le giornate di festa non facendo mancare loro i cibi e le vivande che avrebbero potuto trovare se fossero stati a casa con le proprie famiglie: fu considerato infatti anche il benefattore dei carcerati.
Questo fatto in realtà gli causò anche problemi giudiziari: difatti il 2 agosto del 1809 un prete della provincia fu condannato dal Tribunale Militare per reati politici. Subito dopo la condanna, il povero sacerdote fu mandato al patibolo ed i funerali si svolsero nella Chiesa di S.Eligio dove era rettore don Silvestri.
Don Antonio Silvestri fu anche esempio di coerenza fino alla fine dei suoi giorni: gli fu infatti offerto il canonicato ma lui preferì restare al proprio posto per portare il messaggio cristiano ai più sofferenti e bisognosi: si ridusse a vivere, dopo la morte della mamma nella canonica di S.Eligio e quando scoppiò la pestilenza di colera lui restò vicino agli ammalati per dar loro aiuto e sostegno fino ad ammalarsi del terribile morbo che lo portò alla morte il 20 luglio 1837.
Fonte: manganofoggia.it

Redazione

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