Cultura e territorio

Gli “svegliatori”: le sveglie umane di una volta

C’era una volta un antico mestiere ormai caduto nell’oblio, che ora ci fa anche un po’ sorridere, ma che un tempo era di estrema utilità, stiamo parlando di una professione molto originale che in inglese veniva chiamata ““Knocker Uppers”. Avete mai sentito parlare degli “svegliatori“?

Si tratta di vere e proprie sveglie umane che ogni mattina bussavano a porte e finestre delle case della città e dei paesi per assicurarsi che le persone si alzassero per andare a lavorare.

Tra i detti foggiani ce n’è uno che recita: “A fatìghe ‘a vole ngànne” (La fatica la vuole in gola), è un detto che in genere si usa per indicare chi non ha voglia di lavorare. I lavoratori poco mattinieri o quelli svogliati sono sempre esistiti e in un’epoca in cui le sveglie non esistevano e la gente si regolava con la luce del sole era molto facile che si tardasse ad andare a lavoro.

Per evitare licenziamenti, durante la Rivoluzione industriale, prevalentemente in Gran Bretagna ma poi anche in Italia, si diffusa la professione degli svegliatori, uomini che passavano di strada in strada per i quartieri svegliando a colpi di bastone gli operai che dovevano andare a lavorare. Queste antiche sveglie umane si servivano di un lungo bastone per raggiungere anche le finestre più alte e svegliare i ritardatari, assicurandosi così che tutti arrivassero alla propria postazione di lavoro in tempo.

Fino agli anni ’50 le sveglie erano considerate oggetti per ricchi, non tutti potevano permettersele e spesso non erano poi così tanto affidabili, a differenza degli svegliatori o battitori che, con il loro bastone, garantivano la massima puntualità per uno stipendio bassissimo.

 

Fonte: vanillamagazine.it

Annarita Correra

Mi chiamo Annarita Correra, ho 28 anni, sono una giornalista pubblicista, una copywriter, content creator e cantastorie. Credo che la bellezza salverà il mondo e per questo la cerco e la inseguo nella mia terra, la più bella del mondo. L’amore per la letteratura mi ha portato a conseguire la laurea triennale in Lettere Moderne e quella magistrale in Filologia Moderna. Ho collaborato con riviste online culturali, raccontando con interviste e reportage le bellezze pugliesi. La mia avventura con Foggia Reporter é iniziata cinque anni fa. Da due anni curo la linea editoriale del giornale, cercando di raccontare la città e la sua provincia in modo inedito, dando voce e spazio alla cultura e alle nostre radici. Scrivo e creo contenuti digitali, gestisco la pagina Instagram del giornale raccogliendo e raccontando le immagini più belle delle nostra terra.

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