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Giornata Europea per le Vittime della Crisi Climatica: 35 milioni di europei ad alto rischio, l’Italia seconda più colpita in Europa

Ondate di calore, alluvioni e siccità guidano la classifica dei 10 fenomeni in maggiore crescita

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In occasione della Giornata Europea per le Vittime della crisi climatica globale, i numeri fotografano un’emergenza ormai strutturale. Secondo un recente report del World Bank Group, gli eventi meteorologici estremi mettono a rischio la vita di 4,5 miliardi di persone a livello globale, di cui 1,5 miliardi in situazioni di alta vulnerabilità, e di 250 milioni di persone in Europa, di cui 35 milioni ad alto rischio.

A confermare la traiettoria è anche il Joint Research Centre (JRC) della Commissione Europea su The Lancet Planetary Health: entro il 2100 circa 351 milioni di persone, quasi i due terzi della popolazione europea, potrebbero essere esposte ogni anno a eventi meteorologici estremi, rispetto ai 25 milioni del periodo 1981-2010.

A scandire questa fase, secondo l’ultimo rapporto dell’European Environment Agency (EEA), è l’aumento sistemico dei pericoli climatici. Non si tratta più di fenomeni isolati, ma di rischi multipli e combinati che mettono a dura prova prevenzione, turismo e sicurezza dei cittadini.

I 10 eventi estremi in maggiore crescita in Europa secondo EEA

Ondate di calore: in aumento in 29 paesi

Alluvioni: in aumento in 28 paesi

Siccità: in aumento in 27 paesi

Piogge torrenziali: in aumento in 26 paesi

Incendi: in aumento in 25 paesi

Scarsità idrica: in aumento in 25 paesi

Frane: in aumento in 14 paesi

Tempeste: in aumento in 13 paesi

Cicloni: in aumento in 6 paesi

Valanghe: in aumento in 3 paesi

Lo studio evidenzia un ulteriore aggravio: la combinazione di più eventi. Durante l’estate, i periodi di siccità che si concludono con piogge torrenziali sono destinati ad aumentare del 35% entro fine secolo, e fino al +97% per le precipitazioni più estreme, secondo uno studio pubblicato su npj Climate and Atmospheric Science. La World Meteorological Organization stima inoltre che gli incendi cresceranno del 14% entro il 2030, del 30% entro il 2050 e del 50% entro fine secolo.

L’Italia tra i più colpiti e il nodo del turismo

L’Italia è la seconda nazione più colpita in Europa: dal 1980 ad oggi ha registrato oltre 135 miliardi di euro di danni e più di 38.000 vittime, a fronte di 822 miliardi di euro e 441mila vittime a livello europeo.

Un fattore che ridisegna anche il turismo. Secondo l’European Travel Commission, per l’estate 2026 l’82% degli europei vuole viaggiare, ma la sicurezza è diventato il primo criterio di scelta della destinazione (22%), seguito da clima stabile e piacevole (15%) e offerte vantaggiose (14%).

Non si tratta più solo di gestire l’emergenza singola quando si manifesta, ma di anticipare scenari multi-rischio attraverso sistemi che permettano di raggiungere rapidamente e contemporaneamente chi è esposto e chi interviene sul territorio – spiega Massimiliano Palma, CEO di Regola, azienda italiana leader nella tecnologia per le sale operative – In situazioni dove i minuti equivalgono a vite salvate, la possibilità di inviare comunicazioni massive in tempi estremamente ridotti e di sincronizzare i flussi informativi tra centrali operative, servizi sanitari e protezione civile rappresenta l’unico vero argine al disastro. Oggitecnologie come il nostro sistema nowtice consentono di inviare allerte multicanale alla cittadinanza in circa 90 secondi, mentre piattaforme come Unique supportano il coordinamento operativo delle centrali 112, 118 e 116117”.

In questo contesto di incertezza e grande mobilità di massa, l’adozione di sistemi di comunicazione capaci di allertare in tempo reale non solo i cittadini residenti, ma anche i turisti presenti temporaneamente sul territorio, diventa un requisito essenziale per salvare vite umane e tutelare l’economia dell’ospitalità”, conclude Palma.

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