Cultura e territorio

Gaetano Postiglione: una delle figure più significative del fascismo foggiano

Ripercorriamo assieme la storia di Gaetano Postiglione, una delle figure più significative del fascismo foggiano. A lui, a Foggia e Bari, sono dedicate oggi due vie.
Postiglione nacque il 20 ottobre del 1892. Suo padre, Michele, ricopriva il ruolo di direttore della sede di Avellino per il Banco di Napoli. Sua madre, invece, si chiama Maria Rosa Stella. La coppia ebbe tre figli: Luisa, Ada e per, l’appunto, Gaetano.
Ultimo dei tre figli, Postiglione, appartenente ad una famiglia della borghesia foggiana impregnata di valori massonici e repubblicani, a sedici anni, insieme ad altri foggiani guidati dal professore Castellino, prestò la sua opera di volontariato per soccorre le popolazioni vittime del terremoto di Messina.
Solo 3 anni dopo, nel 1911 ci fu una grave epidemia di colera a Foggia e, Postiglione, non si tirò indietro neppure in questa occasione contraddistinguendosi per valore e coraggio nonostante la giovanissima età.

Gaetano Postiglione: laurea e carriera

Conseguì brillantemente una laurea al politecnico di Milano, diventando così ingegnere. A Milano iniziò a sviluppare una forte coscienza politica che lo spinse a schierarsi tra gli interventisti durante il primo conflitto bellico mondiale. Egli stesso, infatti, partecipò alla guerra come ufficiale di artiglieria, riuscendo ad ottenere sul campo una medaglia di bronzo congedandosi con il grado di tenente.
Nel dopoguerra si avvicinò alle idee di Mussolini e presenziò durante la nascita dei Fasci di combattimento (Milano, Piazza San Sepolcro 23 Novembre). Nel 1925 e nel 1925 fece parte del Gran Consiglio del Fascismo. Sempre a Milano ricoprì anche il ruolo di consigliere comunale fondando anche un sindacato.
Tornato a Foggia, fece di tutto per portare la città verso un ammodernamento urbano di spessore. Fu, infatti, Regio commissario e poi presidente dell’Ente Autonomo Acquedotto Pugliese.
A lui si deve anche la costituzione del Consorzio del Tavoliere Centrale, la cui opera fù importantissima per la bonifica dei terreni.
Sotto la guida del podestà, Alberto Perrone, di vedute simili a quelle di Gaetano Postiglione, si assistette ad una grande crescita per Foggia che la portò a diventare un Capoluogo di Provincia di tutto rispetto.
Postiglione si spense il 25 dicembre del 1935 a causa di una broncopolmonite. Morì a Roma a soli 43 anni.
Il Duce volle risaltare la sua figura e, per farlo, si avvalse del giornale Il Popolo Nuovo, creato dallo stesso Postiglione.
Ancora oggi, in vico Tesoro, una lapide sulla facciata della sua casa natale, con le parole di Mussolini, ne ricorda il valore.
Fonti:
Storia Foggiana di Leonardo Scopece
Wikipedia
Gaetano Postiglione, Biografia di un modernizzatore di M.Ariano

Redazione

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