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Funerali Dino Carta, monsignor Ferretti: “Alzate la testa, ribellatevi al male”

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Una chiesa colma, silenziosa, attraversata da un dolore che non era solo quello di una famiglia, ma di un’intera città. A Foggia, i funerali di Dino Carta, il personale trainer di 42 anni ucciso il 13 aprile scorso con 4 colpi di pistola, si sono trasformati in un momento di lutto collettivo: il dramma dei familiari si è fatto quello di una comunità intera, stretta attorno alla famiglia Carta in un abbraccio carico di commozione.

In questo clima, l’omelia dell’arcivescovo Giorgio Ferretti che ha concelebrato la funzione religiosa nella parrocchia del Santissimo Salvatore, è diventata un forte richiamo alla coscienza civile. Non solo parole di conforto, ma un appello diretto e potente: «Foggia alza la testa! Ribellati alla violenza, all’ingiustizia, al sopruso, al pizzo, alla criminalità» .

Il presule ha dato voce allo sgomento di tutti, denunciando una realtà che non può più essere accettata: «Non è normale che un uomo venga ucciso sulle tue strade. Non è normale che si giri armati per la città» . Parole accolte tra lacrime e silenzi, in una cattedrale gremita di cittadini, istituzioni e rappresentanti dello Stato.

Accorato anche il richiamo all’assassino, evocato nella figura di Caino: «Caino dove sei? Che hai fatto? Il sangue di Dino grida dal suolo di questa città» . Un invito al pentimento, perché – ha ricordato l’arcivescovo – «nessuna colpa è troppo grande per non meritare perdono. Ma il perdono nasce dal pentimento» .

Ma è soprattutto alla città che il vescovo ha parlato, chiedendo una reazione concreta: «Uniamoci, denunciamo, ribelliamoci al male. Lo dobbiamo ai nostri figli» .

Nel giorno dell’addio a Dino Carta, uomo descritto come padre, amico e credente, Foggia si è ritrovata unita nel dolore. Un dolore condiviso, che ora chiede di trasformarsi in coraggio e responsabilità.

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