Al via ia campagna della Società Italiana di Urologia

Foggia, UniFg e Policlinico sperimentano modello di diagnosi precoce del tumore della prostata

Testimonial dell'iniziativa i comici Ale e Franz

03 novembre 2026 18:54
Foggia, UniFg e Policlinico sperimentano modello di diagnosi precoce del tumore della prostata  -
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FOGGIA -  È stata lanciata domenica 1° novembre, la campagna di sensibilizzazione della Società Italiana di Urologia (SIU) «Una mela al giorno… per la prostata non basta! Farsi controllare è importante», a margine del 99° Congresso nazionale della Società, conclusosi il 31 ottobre a Riccione e presieduto dal prof. Giuseppe Carrieri, Preside della Facoltà di Medicina dell’Università di Foggia e Direttore della Struttura complessa di Urologia del Policlinico di Foggia.L’iniziativa apre il mese dedicato internazionalmente alla sensibilizzazione sulla salute maschile e sul tumore della prostata, con un messaggio diretto che invita a superare reticenze e resistenze culturali e a non considerare l’assenza di sintomi una garanzia di benessere. A sostenerlo sono testimonial del mondo dello sport, del cinema, della televisione e dell’informazione: Ale e Franz, Lautaro Martínez, Alessandro Del Piero, Ronn Moss, Alessandro Bastoni, Giuseppe Cruciani, Simone Giannelli, Carlo Conti, Roberto Parodi e tanti altri. La loro partecipazione contribuisce a portare il tema della prevenzione a un pubblico ampio e trasversale, favorendo una maggiore consapevolezza sulle patologie urologiche maschili, in particolare sui tumori della prostata e del testicolo. La campagna si inserisce nel solco del confronto scientifico sviluppato durante le quattro giornate del congresso, che hanno approfondito le principali evoluzioni dell’urologia, dall’uro-oncologia alla chirurgia robotica, dalle terapie mini-invasive all’intelligenza artificiale e alla telechirurgia. L’innovazione nella diagnosi e nella cura deve procedere insieme alla capacità di individuare tempestivamente le patologie, attraverso percorsi fondati sulle evidenze scientifiche e sull’appropriatezza degli accertamenti. Il carcinoma prostatico rappresenta una delle principali sfide per la salute maschile: in Europa si registrano ogni anno oltre 417.000 nuovi casi e circa 92.000 decessi. In Italia non è ancora attivo un programma nazionale organizzato di screening del tumore della prostata inserito nei Livelli essenziali di assistenza (LEA). Il dosaggio del PSA, ampiamente utilizzato nella pratica clinica, avviene spesso al di fuori di percorsi organizzati, con possibili criticità: l’identificazione di tumori a basso grado che potrebbero non evolvere in forme clinicamente significative, il ricorso ad approfondimenti e trattamenti non necessari e le disuguaglianze nell’accesso agli accertamenti, condizionate dalle risorse economiche e dalla disponibilità dei servizi. Il dibattito scientifico internazionale si orienta verso modelli più mirati, capaci di integrare strumenti diagnostici differenti e coniugare tempestività, efficacia e appropriatezza. La raccomandazione del Consiglio dell’Unione europea del 9 dicembre 2022 ha invitato gli Stati membri a valutare, attraverso progetti pilota e ulteriori studi, la fattibilità e l’efficacia di programmi organizzati per la diagnosi precoce del carcinoma prostatico basati sul PSA e, quando indicato, sulla risonanza magnetica.È in questo scenario che si inserisce il contributo dell’Università di Foggia, impegnata in provincia di Foggia in un progetto pilota avviato lo scorso anno e tuttora in corso, finalizzato a raccogliere dati sulla fattibilità di un percorso strutturato di diagnosi precoce e a contribuire alla definizione di un modello potenzialmente estendibile ad altri contesti territoriali. L’iniziativa è nata nell’ambito dell’attività urologica universitaria sotto la direzione del professor Giuseppe Carrieri, e coinvolge Università di Foggia, Regione Puglia, Policlinico di Foggia, ASL Foggia e Ordine dei Medici della provincia di Foggia, in una collaborazione che mette in relazione ricerca, formazione universitaria e assistenza sanitaria.

Il percorso prende avvio dal dosaggio del PSA, attraverso un semplice esame del sangue. Quando i risultati richiedono ulteriori approfondimenti, il team della Struttura complessa di Urologia del Policlinico di Foggia contatta gli interessati per una prima visita urologica gratuita e, sulla base della valutazione clinica, per gli eventuali accertamenti successivi, tra cui la risonanza magnetica della prostata. Nei casi in cui emerga un rischio significativo di neoplasia aggressiva, il percorso può proseguire con una biopsia mirata delle aree sospette. La finalità è individuare tempestivamente le patologie clinicamente rilevanti, limitando al contempo il ricorso a procedure non indispensabili. Tra gli sviluppi previsti rientra la realizzazione di un modello evoluto di screening 3.0, basato sull’integrazione di dati laboratoristici, clinici e radiologici attraverso algoritmi decisionali in grado di affinare la stratificazione del rischio e supportare percorsi diagnostici sempre più mirati e personalizzati. L’obiettivo è valorizzare le potenzialità dell’integrazione tra competenze cliniche e strumenti avanzati di analisi dei dati, per rendere la prevenzione più accurata e favorire l’individuazione precoce delle patologie. Sono già oltre 1.000 gli uomini che si sono sottoposti allo screening nell'ambito del progetto pilota e, in alcuni casi, gli accertamenti hanno consentito di individuare neoplasie in pazienti asintomatici. Un dato che conferma il valore concreto della prevenzione: intervenire prima della comparsa dei sintomi può fare la differenza, aumentando le possibilità di una diagnosi tempestiva e di un trattamento appropriato.

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