Cronaca

Foggia, tenta di investire un uomo con l’auto: 23enne arrestato per tentato omicidio

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FOGGIA – La Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa l’8 agosto dal G.I.P. del Tribunale di Foggia, nei confronti di un 23enne foggiano, gravemente indiziato del reato di tentato omicidio.

I fatti risalgono al pomeriggio del 15 luglio, quando, dopo una lite scoppiata nei pressi di un bar di via Gioberti, il giovane avrebbe raggiunto un parcheggio di un supermercato della zona alla guida di un’auto a noleggio e avrebbe tentato ripetutamente di investire l’uomo coinvolto nella discussione, che si trovava a bordo di una bicicletta elettrica.

Le indagini della Squadra Mobile, coordinate dalla Procura della Repubblica di Foggia e supportate dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza, hanno permesso di ricostruire la dinamica dell’accaduto.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il 23enne avrebbe investito una prima volta la vittima, facendola cadere e trascinandola sull’asfalto. L’uomo ha riportato la frattura del malleolo interno e altre lesioni traumatiche, con una prognosi iniziale di 30 giorni.

Dopo il primo impatto, invece di fermarsi e prestare soccorso, il conducente avrebbe effettuato un’inversione di marcia per tornare verso la vittima e tentare nuovamente di investirla. Il malcapitato, nonostante le ferite, sarebbe riuscito a trovare riparo tra un’auto parcheggiata e gli stalli dei carrelli della spesa, per poi rifugiarsi all’interno del supermercato.

Le immagini avrebbero inoltre documentato il giovane mentre scendeva dall’automobile e caricava nel bagagliaio la bicicletta elettrica della vittima.

Alla luce degli elementi raccolti, il G.I.P. ha ritenuto sussistenti gravi indizi di colpevolezza e una condotta caratterizzata, secondo l’ipotesi accusatoria, da una volontà omicidiaria: dopo l’alterco e le minacce, il giovane avrebbe inseguito la vittima, investendola e tentando successivamente di colpirla nuovamente con l’auto.

Il giudice ha inoltre ritenuto concreto il pericolo di reiterazione di reati analoghi, anche in considerazione dei precedenti giudiziari attribuiti all’indagato e del suo presunto inserimento in contesti caratterizzati da elevata conflittualità e dall’uso della violenza. Per tali ragioni è stata disposta la custodia cautelare in carcere, ritenendo non adeguate misure meno afflittive.

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