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Foggia si svuota, Cataneo attacca Episcopo: “Primato nazionale per lo spopolamento, la Sindaca ha tradito i patti”

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FOGGIA – Un duro atto di accusa scuote il panorama politico di Foggia. Il consigliere comunale Pasquale Cataneo (Italia del Meridione) punta il dito contro la sindaca Maria Aida Episcopo e la giunta, indicandole come corresponsabili della drammatica crisi demografica ed economica che attanaglia il capoluogo dauno. I dati parlano chiaro: Foggia è oggi il capoluogo italiano con il maggior flusso di residenti in fuga, oltre a occupare l’ultimo posto a livello nazionale per reddito e spesa pro-capite. Due emergenze che, secondo Cataneo, rappresentano “le due facce della stessa medaglia coniata dall’attuale amministrazione”.

L’impegno tradito del 2023

Il consigliere richiama alla memoria un momento preciso: l’8 settembre 2023. Nello Spazio Meeting di via Bari si tenne il primo confronto pubblico dell’allora candidata sindaca Episcopo, ospite di un focus programmatico organizzato proprio da Cataneo. In quell’occasione vennero analizzati i dati impietosi dello spopolamento cittadino: una perdita di oltre 10.000 abitanti tra il 2001 e il 2023, concentrata soprattutto nella fascia d’età tra i 20 e i 35 anni.

“Prima di accordare il nostro sostegno elettorale – ricorda Cataneo – mettemmo sul tavolo la nostra visione politica e progetti faro mirati a invertire il drenaggio di capitale umano. In quella sede, la candidata Episcopo lodò pubblicamente il nostro studio, definendolo una ‘speranza concreta per Foggia’ e impegnandosi a fermare l’esodo giovanile. Ma oggi, a tre anni dall’inizio di quel percorso politico, le promesse sono rimaste lettera morta. Ci era stato promesso un impegno per il ‘qui e domani’, ma il domani è arrivato e la città continua a svuotarsi nell’indifferenza di chi governa”.

Fuga di giovani e pensionati: “Un patrimonio regalato ad altri”

La denuncia di Cataneo tocca il cuore sociale della comunità foggiana. La mancanza di prospettive costringe i giovani formati sul territorio ad andarsene, regalando competenze e risorse a realtà che non hanno investito un solo euro sulla loro crescita. Un dramma che genera un effetto domino: dopo i ragazzi, lasciano la Capitanata anche i genitori, ormai diventati nonni e pensionati, desertificando intere famiglie.

Tre anni di immobilismo

Il bilancio tracciato dal consigliere di Italia del Meridione dopo tre anni di consiliatura è fallimentare. Nonostante il Consiglio Comunale abbia votato all’unanimità precisi atti di indirizzo politico-amministrativo per contrastare la desertificazione giovanile, la giunta non ha attivato nessuna misura strutturale. “Questi provvedimenti sono rimasti chiusi nei cassetti, senza essere mai inviati ai soggetti istituzionali interessati”, attacca Cataneo.

“La condivisione dei programmi non può essere un mero esercizio elettorale per prendere voti. La ‘strada nuova’ promessa in campagna elettorale si è rivelata un vicolo cieco. Non aver attivato i progetti discussi significa aver tradito il patto con i cittadini”.

L’appello alle dimissioni

Il quadro complessivo che unisce il record negativo di emigrazione interna agli ultimi posti per indicatori economici configura, secondo l’esponente di minoranza, una precisa responsabilità in capo alla guida del Comune. “Questa pervicace corresponsabilità politica non può più essere ignorata dopo tre anni di gestione della città. Per il bene di Foggia e dei foggiani, è auspicabile che la Sindaca compia al più presto un atto politicamente responsabile, rassegnando le dimissioni senza poi cedere a ripensamenti dell’ultima ora”.

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