Cronaca

“Lassismo e insensibilità a Foggia nei confronti degli animali”, Fatigato sulla vicenda del canile comunale

Foggia – Come recita l’articolo 5 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Animale: “Ogni animale appartenente ad una specie che vive abitualmente nell’ambiente dell’uomo ha diritto di vivere e di crescere secondo il ritmo e nelle condizioni di vita e di libertà che sono proprie della sua specie. […]”. Tutelare significa essere in linea con questa Dichiarazione Universale del 1978 e con la Convenzione Europea del 1987, che, nel perseguire la protezione di tutti gli animali, ne riconosce il diritto ad una esistenza compatibile con le proprie caratteristiche biologiche ed etologiche.

Questo diritto, purtroppo, è ormai da anni viene vilipeso dal Comune di Foggia: i cani randagi, affidati di proroga in proroga all’attuale gestore, l’Associazione “A Largo Raggio”, fino all’ultima recente determinazione dirigenziale del 9 ottobre Fatigato torna sulla vicenda del canileblici licenziati dal Comune, “versa in una situazione di estremo degrado e fatiscenza, con criticità strutturali molto gravi non risolvibili con l’esecuzione di lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, il cui importo risulterebbe eccessivamente oneroso per l’Ente”.

Il capogruppo del M5S al Comune di Foggia Giuseppe Fatigato con una mozione, indirizzata al sindaco Franco Landella e al Presidente del Consiglio Leonardo Iaccarino, torna sulla annosa vicenda del canile comunale, una tematica che da sempre ha visto impegnato il MoVimento sia per il tramite dei suoi portavoce, che attraverso iniziative degli attivisti dei vari meetup.

Le tappe dell’attuale mantenimento dello status quo al canile sono note soprattutto a chi ama gli animali.La struttura, sottoposta a sequestro preventivo nel 2016 da parte dell’Autorità Giudiziaria, è stata dissequestrata a far data dal 27/04/2018. Non essendo però venute meno le criticità igienico sanitarie e strutturali, vige il veto di consentire ulteriori ingressi degli animali randagi sul territorio.

Nel corso degli anni si è assistito ad una serie di vicissitudini: un’iniziale apertura attraverso una manifestazione di interesse da parte di alcuni proprietari di canili, insistenti nella provincia di Foggia, ai fini del trasporto, ricovero, cura ed alimentazione di circa 300 cani presenti nel canile municipale di Foggia.

In seguito nel 2017 l’Associazione “A Largo Raggio” insieme al biscottificio D’Onofrio presentano una manifestazione di interesse per la realizzazione del canile, fino a giungere, nel 2018, alla pubblicazione di un bando in project financing per la progettazione definitiva, progettazione esecutiva, costruzione e gestione di un nuovo canile comunale e servizi annessi, da realizzarsi sull’area di proprietà comunale e prospiciente il cimitero comunale, ovvero in Via Sprecacenere, per un importo complessivo di Euro 3.885.000,50, compreso I.V.A. ed oneri della sicurezza. Ma quel bando, purtroppo, andò più volte deserto.

“Oggi i cani si ritrovano nuovamente in quel posto insalubre, nelle stesse condizioni in cui furono trovati dagli ispettori Asl nel 2016. È ora di invertire una rotta di lassismo e insensibilità – rileva l’eletto pentastellato – Mi auguro che la mia mozione possa essere firmata dal maggior numero di consiglieri, senza preclusione di appartenenze politiche.

Lo spero finanche dallo stesso Sindaco, qualora la ritenga meritevole, in modo da impegnare il Comune nell’attuazione della legge regionale n.18 del 10/2/2020, ed in particolare degli articoli 4-5-6, nei quali si esplicita che è competenza dei Comuni dotarsi dei canili sanitari e dei canili rifugi. In base alla stessa legge regionale è importante che si proceda quanto prima ad un nuovo regolamento comunale per la tutela dei diritti degli animali, oltre che alla nomina di un referente in materia di prevenzione e lotta al randagismo.

È necessario che vengano espletate le gare d’appalto per la progettazione costruzione e gestione del nuovo canile in base al recente decreto legge 16 luglio 2020 n.76, recante misure urgenti per la “semplificazione” e l’innovazione digitale che contiene al Titolo I, Capo I, la semplificazione in materia di contratti pubblici, in quanto vi è la possibilità di affidamento diretto per lavori di importo inferiore ai 150mila euro e di proceduta negoziata senza bando, procedure che permetterebbero in brevissimo tempo di realizzare il tanto tribolato canile.

A ciò vorrei aggiungere che riguardo al terreno in Via Sprecacenere, di proprietà del Comune, individuato come sito da destinare al canile comunale, deve essere effettuata una opportuna caratterizzazione ambientale che ne attesti l’idoneità”.

Redazione

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