Foggia, la protesta dei braccianti: “Senza neri, senza pomodoro”

Inizia una nuova stagione di lotta per i migranti che lavorano nelle campagne

Foggia Reporter

Foggia – Ha fatto molto parlare la protesta dei migranti di Foggia avvenuta il 2 settembre, uno sciopero mirato a chiedere migliori condizioni di vita e di lavoro.

Da Foggia parte, così, una nuova stagione di lotte al grido di: “Senza neri, senza pomodoro”. I lavoratori, infatti, hanno bloccato il passaggio di numerosi camion carichi di pomodori ribadendo il loro ruolo, indispensabile all’interno dell’intera filiera agroalimentare locale e nazionale, ed esigendo documenti per tutti come condizione fondamentale per superare la situazione di violento sfruttamento.

“La giornata del 2 settembre, ha rappresentato un grande e importante momento di lotta, segnato dal protagonismo assoluto e dalla determinazione degli abitanti dei diversi insediamenti della Capitanata che lavorano in campagna e che ha visto anche il sostegno di persone solidali da tutta Italia”, scrivono gli attivisti di Campagne in lotta.

Contratti mai rispettati quando non del tutto assenti, nessuna garanzia di trasporto o alloggio a carico dei datori e una serie di inadempienze che impediscono il rinnovo del permesso di soggiorno costringendo le persone a comprare documenti falsi, queste le condizioni dei migranti che vivono a Foggia e in provincia.

“Dopo ore di contrattazione, il blocco a oltranza da parte dei manifestanti ha permesso di ottenere alcune importanti vittorie: l’accesso alla residenza agli abitanti di alcuni insediamenti, come l’Arena e Borgo Tre Titoli, fino ad allora negata, ma indispensabile per accedere ai servizi e rinnovare i documenti.

La possibilità, per chi non ha il permesso di soggiorno, di effettuare una nuova domanda d’asilo e ottenere la regolarizzazione per condizioni di gravi sfruttamento. Continueremo a vegliare, e a batterci, finché l’ultima persona senza documenti ottenga il permesso di soggiorno!”, comunicano gli attivisti.

E’ l’inizio di una nuova stagione di lotta, i lavoratori delle campagne continueranno a spingere per ottenere documenti per tutti, migliori condizioni di lavoro e di vita.