Cultura e territorio

Foggia, alla scoperta del progetto Ulisse: un’esperienza di viaggio innovativa per i non udenti

Oggi vogliamo raccontarvi di un progetto molto stimolante e singolare, Ulisse Travel Experiences, nato dai giovani nella nostra regione e oltretutto vincitore PIN.

Quest’ultima sigla sta ad indicare “un’iniziativa delle Politiche Giovanili della Regione Puglia rivolta ai giovani e alle giovani che intendono realizzare progetti imprenditoriali innovativi ad alto potenziale di sviluppo locale e con buone prospettive di consolidamento, rafforzando le proprie competenze” come leggiamo sul sito dedicato.

Ulisse è “una community di persone appassionate di viaggi e accumunate dalla cultura sorda: propone viaggi ed esperienze in tutto il mondo in lingua dei segni, italiana e internazionale.

Ulisse facilita l’incontro e il confronto tra sordi di tutto il mondo attraverso il viaggio, che diventa un’occasione di lavoro per i local friends, felici di accompagnare viaggiatori sordi alla scoperta del proprio territorio.

Ulisse propone sia viaggi organizzati di gruppo, sia esperienze che mettono in contatto diretto i propri soci, viaggiatori e local friends”.

Abbiamo deciso di intervistarli per approfondire e conoscere in maniera più completa il loro lavoro.

Quando nasce questo progetto e dove?

Ulisse nasce nel 2017 a Foggia grazie a un gruppo di giovani ragazzi sordi accomunati dalla passione per i viaggi. Proprio in questo anno Ulisse ​vince bando PIN (Pugliesi Innovativi della Regione Puglia), che darà la giusta motivazione per iniziare a sviluppare il progetto pensato per creare una community di viaggiatori sordi in Puglia, in Italia e perché no, persino nel mondo.

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Cosa vi ha portato all’effettiva creazione di questa associazione?

L’effettiva creazione di Ulisse come APS (Associazione di Promozione Sociale) avviene nel gennaio 2018 con un avvio concreto del progetto grazie al finanziamento ottenuto dal bando PIN. Questa organizzazione nasce per rispondere all’esigenza del viaggiatore sordo di poter vivere pienamente un’esperienza di viaggio come la vive una persona udente.

Chiunque viaggia sa come ci si sente a visitare dei posti nuovi e sconosciuti, in cui spesso neanche si parla la lingua locale. Per una persona sorda è più difficile viaggiare in quanto la comunicazione con le persone del posto è ostacolata dal fatto che i sordi non possono sentire e le persone del posto che vanno a visitare non parlano la lingua dei segni.

Chi sono le persone che l’hanno creato e che hanno promosso l’iniziativa nella nostra regione?

Luana Stramaglia – Project managerMarta Fusaro – Communication manager Monica Renna/GLocals – Tour operator partner Addolorata Giardiello – Presidente Ulisse APS Mirko della Grazia – Vice presidente Ulisse APSDal 29 al 31 marzo 2019 abbiamo organizzato il primo Ulisse Camp a Bari, essendo vincitori di PIN l’iniziativa è stata promossa dalle Politiche Giovanili della Regione Puglia e ARTI e finanziata con risorse del FSE – PO Puglia 2014/2020 Azione 8.4 e del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione.

Sempre grazie a PIN dal 27 aprile al 1 maggio 2018 abbiamo tenuto a Lecce un corso di segni internazionali della durata complessiva di 36 ore con l’insegnante Laura Caporali presso la sede dell’associazione partner di progetto AEEOS.

In cosa consiste, nel particolare, la vostra attività?

La nostra attività consiste nel creare ponti tra le persone sorde per far crescere il nostro senso di comunità. Creiamo dei viaggi esperienziali per incontrare persone sorde di tutto il mondo e condividere insieme esperienze di vita uniche e irripetibili.

Vogliamo creare una figura chiamata Local Friend che è una persona sorda locale formata in segni internazionali che accompagna il viaggiatore a scoprire il luogo che sta visitando in modo da dare quel valore in più all’esperienza turistica.

Ulisse promuove il turismo sostenibile e uno stile di vita rispettoso delle culture e della diversità. Infatti abbiamo progettato un format per i nostri camp in modo da poter far capire ai viaggiatori sordi quali sono i nostri valori.

Il camp di Ulisse è così programmato: -Giorno 1: Local Game, un gioco a squadre da noi ideato per far si che i viaggiatori sordi si conoscano tra di loro esplorando in modo divertente e consapevole la città meta del camp.

-Giorno 2: visita della località con un Local Friend che è una persona sorda locale che accompagna i viaggiatori nei luoghi più caratteristici e accessibili. Durante questa giornata c’è un’avventura tipica di quella località per far vivere al viaggiatore un’esperienza completa.

-Giorno 3: World Cafè in cui partecipanti formano tre diversi tavoli tematici e rispondono a precise domande formulate dagli organizzatori su temi specifici per creare conversazioni importanti e per ragionare insieme su progetti complessi, ma in modo concreto, divertente e produttivo.

Come è percepita dalla nostra società una comunità di minoranza come quella delle persone sorde dal vostro punto di vista?

Le persone sorde sono una comunità di minoranza che racchiude diverse sfaccettature, la sordità stessa, infatti, è vissuta in maniera differente da noi sordi, si parla di più mondi come quello dei sordi oralisti, sordi segnanti, sordi bilingue (ossia che parlano sia con la lingua dei segni che con la lingua orale), ecc.

La nostra è una disabilità sensoriale invisibile e spesso ci sentiamo dimenticati in questa società perché apparentemente sembriamo delle persone normodotate e solo quando una persona udente cerca di interagire con noi emerge questa nostra disabilità con conseguenti difficoltà di interazione.

Come tutte le persone con disabilità, prima ancora di essere riconosciuti come sordi vogliamo essere riconosciuti come persone, individui con una propria identità e libertà di scegliere come vivere la propria sordità; la comunità sorda è eterogenea e spesso ci chiudiamo e ci isoliamo per proteggere la nostra identità perché ci sentiamo forzati ad omologarci alla società di riferimento da parte di chi cerca di curare il nostro “deficit” con ausili tecnologici.

Riconosciamo che la sordità sia un limite, ma siamo convinti che come tale debba poter essere superabile e che qualsiasi scelta faccia una persona sorda, dalla LIS all’oralismo, protesi acustica o impianto cocleare, non esista una scelta giusta o sbagliata e che ci possa essere un’apertura da parte di entrambe le culture poiché possiamo essere una fonte di risorse e arricchimento reciproca.

In tutto il nostro Paese ora si sta cercando di ricominciare gradualmente, con tanta speranza e impegno. Voi come state vivendo questo periodo e in che modo volete ripartire?

Abbiamo deciso di non scoraggiarci di fronte a questo ostacolo e di trasformare questo tempo che ci è stato concesso in un’opportunità per fare un ulteriore passo in avanti con i nostri progetti.

Insieme a un web designer abbiamo investito le nostre risorse nella realizzazione di quella che sarà la prima piattaforma digitale europea che permette di creare, commercializzare e promuovere esperienze di viaggio locali e pacchetti vacanze completi pensati dai sordi per i sordi.

Vogliamo ripartire con la messa on line della piattaforma prevista per luglio 2020 in modo da far capire che siamo una realtà seria che vuole veramente dare delle opportunità ai sordi nel mondo dei viaggi.

Quali sono le vostre ambizioni più grandi per questo interessantissimo progetto?

Il team di Ulisse è determinato a fare in modo che anche le persone che hanno difficoltà di comunicazione abbiamo esperienze di viaggio uniche, profonde, irripetibili, e, dall’altra parte, a offrire maggiori opportunità di lavoro per i non udenti, un gruppo seriamente sotto-rappresentato nell’industria europea dei viaggi.

Nel novembre 2018 il progetto ha partecipato all’European Social Innovation Competition e essere uno dei tre vincitori del premio ci ha aiutati a far crescere il progetto anche a livello europeo e internazionale grazie ai segni internazionali; questa lingua franca è secondo noi uno strumento di self-empowerment attraverso il quale i giovani sordi, ovunque essi si trovano, potranno iniziare a costruire e a dar forma al proprio futuro.

Vogliamo creare una community di sordi viaggiatori, l’unica in cui essere sordo non è considerata una disabilità, ma piuttosto un’occasione per offrire emozionanti esperienze e opportunità di viaggio ad altri sordi, in cui lo scambio culturale incoraggia l’indipendenza, generando maggiori opportunità di lavoro direttamente nei territori di provenienza e promuovendo gli asset locali.

Fonti:
http://pingiovani.regione.puglia.it

Vincenzo Maddalena

20 anni. Studente di lettere moderne all’Università degli Studi di Foggia. Appassionato di libri, musica, serie tv e film. Come obiettivo principale mi pongo sempre quello di far conoscere realtà, idee diverse e interessanti di cui non si parla molto o se ne parla in maniera disinformata. Speranzoso soprattutto di continuare questo percorso giornalistico con buoni risultati.

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