Cultura e territorio

Foggia, l’antico Palazzo della Pianara e le sue leggende

Foggia – Continua il nostro interessante viaggio tra le leggende di Foggia e provincia. Protagonista, questa volta, l’antico Palazzo della Pianara, detto anche ‘della Janara’, andato in gran parte distrutto con i violenti bombardamenti del 1943.

Nel libro Storia di Foggia di Leonardo Scopece si legge che i ruderi di questo antico palazzo di Foggia vennero demoliti nell’immediato dopoguerra dalle forze militari d’occupazione.

La sua presenza figura per la prima volta in un documento del 1548 relativo ad una reintegra dei tratturi. Propietaria del palazzo era la famiglia Cessa di Manfredonia.

Successivamente il palazzo passò alla famiglia Della Posta, originaria del Molise. Lo stabile, per la sua forma molto particolare, ricordava un castello.

Ultime tracce di questo antico palazzo sopravvissute sono il suo portale, murato a metà degli anni ’50 su una parete del Conservatorio di Foggia, e alcuni frammenti conservati nel lapidario del Museo Civico.

A proposito di questo storico palazzo foggiano, Ettore Braglia, cultore di storia locale, ci racconta una suggestiva leggenda che vede protagonista l’antico stabile e le streghe.

“Nelle credenze popolari dell’Italia meridionale e in particolare dell’area di Benevento, Janara (nome con il quale veniva chiamato l’antico palazzo foggiano) è una delle tante specie di streghe che popolavano i racconti appartenenti soprattutto alla tradizione del mondo agreste e contadino”, racconta Braglia.

E ancora: “A Foggia invece la leggenda è legata al palazzo Janara edificio storico medievale, distrutto dai bombardamenti del luglio 1943.

Sorgeva in via Manfredonia, dove oggi ci sono i vigili urbani proprio a ridosso del cavalcavia. La janara era una strega che usciva di notte e si intrufolava nelle stalle dei cavalli del palazzo per prendere una giumenta e cavalcarla per tutta la notte.

Avrebbe avuto inoltre l’abitudine di fare le treccine alla criniera della giovane cavalla rapita, lasciando così un segno della sua presenza.

Capitava a volte che la giumenta sfinita dalla lunga cavalcata non sopportasse lo sforzo immane a cui era stata sottoposta, morendo di fatica. Per evitare il rapimento delle giumente si era soliti, nel passato a Foggia e ancora oggi, piazzare un sacco di sale o una scopa davanti alle porte delle stalle, poiché la janara non poteva resistere alla tentazione di contare i grani di sale o i fili della scopa e mentre lei fosse stata intenta a fuggire perché poteva arrivare la luce del giorno”.

Redazione

Foggiareporter.it è il quotidiano online della Provincia di Foggia. Cronaca, eventi, politica e sport dalla Capitanata. Leggi tutti i nostri articoli.

Articoli correlati

Back to top button
Close

Sostenerci è facile

Per favore, disabilita AdBlock