Attualità

“Non possiamo avere neanche il medico di base”: la battaglia delle donne braccianti di Capitanata

Foggia – Nella giornata dell’8 marzo, in occasione della Giornata internazionale dei diritti della donna, le donne braccianti della provincia di Foggia sono scese in piazza per rivendicare i loro diritti.

“I nostri diritti sono negati. L’iscrizione all’anagrafe non possiamo averla. Non possiamo avere neanche il medico di base. Non possiamo affittare una casa perché la paga è misera.

Non possiamo rinnovare il permesso di soggiorno perché non fanno il contratto di lavoro. Anche noi siamo degli esseri umani”.

Queste le parole che hanno gridato le donne braccianti scese in piazza a Foggia l’8 marzo.

“Una giornata carica di emozioni, che esprime la nostra sete di diritti e la nostra fame di dignità. Lottiamo perché siamo stanche di essere trattate come oggetti ad uso e consumo, e perché le nostre figlie non debbano mai vivere ciò che siamo costrette a vivere”.

Queste le parole di Eva, bracciante delle campagne foggiane, scesa in piazza per rivendicare il diritto di essere trattata semplicemente come un essere umano.

Per sostenere gli uomini e le donne braccianti della Capitanata vi segnaliamo la campagna di raccolta fondi Portiamo il cibo a tavola ma abbiamo fame.

Redazione

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