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Foggia. Le “Asole” della discordia. Non solo grandi, anche barriere, la lettera dei residenti.

È vero che a Foggia da qualche tempo è in atto una vera e propria bonifica dell’area urbana da alberi che possono, e già lo hanno fatto, danneggiare strade, marciapiedi, stabili, mettendo in pericolo la viabilità pedonale e stradale, anche le fondamenta di palazzi, Un risanamento estirpando alberi di grande e lungo fusto come lo è una varietà di pini. Ma è anche vero che tal bonifica è seguita da interventi di ristrutturazione dei riquadri per gli alberi, anche detti asole.

Il caso riguarda via Mazzini. Lì già vivono alberi, che non sono i tanto potati e/o estirpati pini, bensì di altra tipologia e perlopiù con fusti piccoli e medi. A lamentare un problema sono i residenti, che in questa lettera, inviata agli organi di stampa, chiedono di risolverlo, a fronte di seri problemi che innescano.

I residenti di Via Mazzini – Foggia.

«Nel piano di ristrutturazione messo a punto e già in atto del Comune di Foggia, “LAVORI DI RIFACIMENTO DEI MARCIAPIEDI DI VIA MAZZINI E PRECISAMENTE DA VIA M. DE ROSA SINO A VIALE OFANTO – CPV. 45233128-2 – CIG: 9097413EB0”, con procedura negoziata telematica, ai sensi dell’art. 36, comma 2, lettera c), del D. Lgs. n. 50/2016 e art. 1 comma 2 lettera b) della legge 120/2020 per l’affidamento, tutto è scritto, tutto è quantificato, tranne le misure delle asole degli alberi. Un progetto con un importo di gara pari a € 236.000,00, cui € 227.120,00 a ribasso e € 8.880,00 non soggetto a ribasso. Bei soldini ma che andrebbero spesi meglio.

E qui, sulle asole appunto, nasce il problema, tanto lamentato doverosamente dai noi residenti, che in un battito di ciglia ci siamo visti, si marciapiedi nuovi e ben strutturati, ma stalli per autovetture, doverosamente ben sistemati, con asole per gli alberi che misurano cm 170 x 170 e dal profilo tagliente, pericolose per gli pneumatici delle nostre auto e di quelli che le parcheggiano per servizi vari.  Basterebbe leggere il progetto dove nel computo metrico, datato 12/10/2021, si parla solo di “Riquadrature di alberi esistenti…” senza nessun riferimento alle dimensioni. Come se fosse a discrezione del progettista.

A Foggia di asole ve ne sono tantissime, come peraltro nelle città del Belpaese, ma tutte di dimensioni inferiori, 130 x 120 cm, anche 120 x 120 cm, che ospitano alberi dal fusto ben più grande di quelli di via Mazzini, come per esempio quelli su corso Roma, su viale Giannone, sul vicino viale Matteotti, e così via. Siamo anche consapevoli che alte asole da cm 170 x 170 sono state fatte ma su vie periferiche, dove lo spazio c’è e abbonda, sia per i pedoni, sia per le autovetture, si veda via Napoli.

Noi residenti di via Mazzini abbiamo già rivolto le nostre rimostranze al Comune di Foggia, all’ufficio dei Lavori Pubblici, al geometra che sta realizzando il progetto suddetto, Carmelo Fredella, chiedendo lumi su tal scelta, che nel merito toglie centimetri agli stalli, tra l’altro a pagamento, per conferirli agli alberi.

È ovvio che nessuno di noi richiedenti è contro la vivibilità degli alberi. Anzi li vogliamo, ben contenti dato che abbelliscono il paesaggio e diminuiscono lo stress ma soprattutto depurano l’aria dalle polveri sottili e dagli agenti inquinanti, essendo via Mazzini un’arteria cittadina molto trafficata. Finanche, a detta degli scienziati, fanno risparmiare energia. Inoltre aumentano il valore degli immobili, influiscono sulle temperature grazie all’ombreggiamento ed all’evapotraspirazione, diventano anche piacevoli luoghi di aggregazione. Pertanto, qui non si è contro il verde, anzi è onorabile per il Comune aver finalmente risolto un problema annoso, ma togliere spazio ai cittadini, al passeggio, ai posti auto pare sia una posizione controproducente al godimento dei beni pubblici.

Interpellato il RUP, la risposta è parsa categoricamente “…va fatto così!”. Asole da cm 170 x 170 sul piano stradale in via Mazzini, ma sarebbe identico per altre vie cittadine, tolgono fattivamente centimetri agli stalli, limitandone la capacità e perciò fruibilità maggiormente per noi residenti. Insomma, minima capacità di parcheggio auto a fronte della richiesta.

Un progetto che varrebbe rivedere, semmai anche con l’ausilio di un agronomo che determinerebbe le giuste dimensioni delle asole per le tipologie di alberi esistenti in via Mazzini. Ed il Comune di Foggia un agronomo ce l’ha.

Ma nel problema ve n’è insito un altro, forse più grave e forse (repetita iuvant) dimenticato. Molte di quelle asole da cm 170 x 170 sono collocate dinanzi ai portoni degli stabili in via Mazzini, dove son stati costruiti sui marciapiedi gli scivoli per disabili, in base alle nuove leggi sull’abbattimento delle barriere architettoniche.

Bene! Peccato che gli scivoli sono distanti dalle nuove asole (170 x 170 cm) degli alberi di soli cm 180. Scivoli “intralciati” dalle asole, che ne diminuiscono l’utilizzo poiché le asole stesse, così dimensionate, hanno ridotto lo spazio fruibile agevolmente, da 120 cm dello scivolo a 90 cm, con l’aggravante che se le auto parcheggiano di fianco ridurrebbero drasticamente lo spazio di movimentazione dallo scivolo (le foto testimoniano finora quanto scritto). Insomma, da eliminare barriere architettoniche ne sono state costruite altre, dove inabili, disabili, anziani, deambulati, etc… potrebbero incorrere in movimenti ridotti e pericolosamente minatori per la loro salute. Eppure queste distanze sono stabilite dagli usi locali o da specifici regolamenti comunali e, in mancanza, valgono le norme previste dal Codice della Strada e quello Civile.

Cosa si chiede, per chi non ancora sia chiaro? Asole più piccole per alberi in via Mazzini, da cm 120 x 120, per alberi con radici che non procurano anni al suolo, come quelli sul vicino viale Matteotti, quelli su corso Roma, su viale Giannone, tutte arterie cittadine trafficatissime, con stalli a pagamento utilizzati dai residenti. Vie che hanno marciapiedi fatti bene con una superficie ottimale e funzionale al passeggio. Un traguardo atteso da tempo, tanto tempo, che non può essere adombrato da scelte univoche, senza un criterio funzionale e tecnico, che limitano il godimento degli spazi urbani e stradali, che contribuiscono a costruire nuove barriere architettoniche.

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