«Non parteciperemo alla commemorazione»

Foggia, l’Associazione Panunzio rompe con la Giunta Episcopo

Dopo le polemiche sulla sede e sulla gestione della memoria dell’imprenditore ucciso dalla mafia, l’associazione annuncia lo stop alla collaborazione con l’amministrazione comunale e diserta le iniziative del 6 novembre.

02 novembre 2026 11:36
Foggia, l’Associazione Panunzio rompe con la Giunta Episcopo -
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FOGGIA - L’Associazione “Giovanni Panunzio – Eguaglianza, Legalità, Diritti” annuncia la rottura dei rapporti di collaborazione con la Giunta Episcopo e con la maggioranza che la sostiene. La decisione, comunicata dal presidente Dimitri Cavallaro Lioi in vista del 34° anniversario dell’omicidio dell’imprenditore foggiano, nasce da una lunga serie di contrasti con l’amministrazione comunale.

Al centro della vicenda ci sono la gestione della sede dell’associazione, rimasta per lungo tempo inagibile, la richiesta di individuare un luogo più dignitoso per ricordare Panunzio e il futuro del bene confiscato alla mafia e intestato all’imprenditore. L’associazione riconosce il recente ottenimento di una nuova sede, ma ringrazia per questo soprattutto il consigliere comunale Angiola, che avrebbe portato avanti le richieste dopo due anni di stallo.

Nel comunicato vengono contestati alla sindaca Marida Episcopo e all’assessore alla Legalità De Santis il mancato intervento sulle questioni sollevate e, in particolare, le dichiarazioni dell’assessore dello scorso luglio, giudicate offensive e lesive del percorso dell’associazione. Critiche anche alla bocciatura in Consiglio comunale di un emendamento che chiedeva di affrontare le questioni legate alla memoria di Panunzio.

La conseguenza più evidente sarà l’assenza dell’associazione alla commemorazione del 6 novembre davanti alla stele presso il parcheggio ATAF e alla rappresentazione teatrale La Terra, organizzata dal Comune. Una scelta che l’associazione definisce una questione di dignità e autonomia, ribadendo la volontà di proseguire il proprio impegno antimafia senza condizionamenti politici.

Pur dichiarando di restare disponibile a un chiarimento e a un eventuale riavvicinamento, l’associazione denuncia un rapporto con l’amministrazione segnato da incomprensioni, mancanza di ascolto e polemiche, e rivendica il diritto di svolgere liberamente la propria attività di denuncia e memoria.

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