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Foggia, i ragazzi della “Bovio” riscoprono il ’43: una marcia della memoria tra le ferite della città

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Gli alunni delle classi terze della Scuola Secondaria di primo grado “Bovio” di Foggia sono scesi in strada per riappropriarsi della storia della propria città, ripercorrendo i tragici eventi dell’estate del 1943.

Sotto la guida attenta dei docenti e con il supporto esperto del Comitato per un Monumento alle Vittime Civili del ’43, i ragazzi hanno trasformato il centro cittadino in un’aula a cielo aperto, unendo la ricerca storica all’impegno civile.

Il cuore pulsante dell’iniziativa è stata la visita al Museo del ’43. Qui, tra reperti bellici e oggetti di vita quotidiana salvati dalle macerie, gli studenti hanno potuto dare un volto concreto alla parola “guerra”. A guidarli, la narrazione appassionata del Prof. Tommaso Palermo e dei membri del Comitato, che da anni custodiscono la memoria dei bombardamenti che distrussero Foggia, sottolineando l’importanza dell’educazione civica per le nuove generazioni.

L’itinerario ha toccato i punti nevralgici della città. La Villa comunale: Davanti al pronao, l’emozione è salita sulle note di “Cento giornate foggiane” di Gianni Pellegrini. Una ballata cruda e intensa, tra dialetto e italiano, che ha riportato i presenti all’atmosfera cupa di quell’estate di fuoco. La Stazione Ferroviaria: Obiettivo strategico e luogo di martirio. Nel piazzale del terminal bus, i ragazzi hanno sostato davanti alla locomotiva d’epoca restaurata e al monumento dedicato alle Vittime Civili (di prossima inaugurazione), simbolo del sacrificio di migliaia di foggiani.  Gli studenti non sono stati solo spettatori. Armati di un opuscolo descrittivo realizzato da loro stessi con una grafica accattivante, hanno illustrato la storia degli edifici del Ventennio, frutto di un approfondito lavoro di ricerca in classe.

Non è mancato un momento di riflessione spirituale e umana con il ricordo di Padre Agostino Castrillo e dei frati di Gesù e Maria. In una Foggia straziata dalle bombe, la loro opera di soccorso ai feriti e degna sepoltura ai morti resta una delle testimonianze di coraggio più alte della nostra storia, tanto che per Castrillo è oggi in corso il processo di canonizzazione.

“Ricordare significa custodire ciò che siamo stati per costruire con consapevolezza il futuro”. È questo il senso profondo della mattinata: trasformare il dolore di ieri in un grido di pace per l’oggi. In un momento storico globale così delicato, i ragazzi della “Bovio” hanno dimostrato che la memoria non è un esercizio di stile, ma un dovere morale.

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