Cultura e territorio

Foggia e le sue vie: ecco chi era Domenico Caldara

Foggia – Passeggiando per via Vittime Civili, l’ultima traversa a desta porta l’indicazione via Domenico Caldara. Sapete chi era?
Vi riportiamo una breve ricerca di Ettore Braglia, cultore di storia locale. Domenico Caldara nasce a Foggia il 3 maggio 1814 e fu l’ultimo pittore di corte del regno borbonico che con Saverio Altamura e Nicola Parisi formano la triade artistica più nota del periodo borbonico e del risorgimento nazionale.
Le regge borboniche di Napoli, di Capodimonte, di Caserta, la pinacoteca di Ferrara e gli Uffizi di Firenze e qui che si possono ammirare i suoi capolavori artistici.
A Foggia decorò il suo splendido “Parnaso” visibile nel salone del palazzo Siniscalco-Ceci e tra i suoi lavori è da ricordare la “Madonna dell’Iconavetere”. Ma la sua fortuna di pittore la vide a Napoli e il suo tramonto con la fine del regno borbonico.
Fu chiamato a Caserta dalla regina Maria Teresa per ritrarre il marito defunto Ferdinando che in poche ore il Caldara dipinse a grandezza naturale.
Sono altrettanto importanti le altre sue opere, le tele di “Giacobbe” di “Abele”, nel palazzo reale di Napoli, la rappresentazione della Vergine al tempio nella chiesa di Santa Maria a Scala di Napoli e la “Madonna del popolo” nella cattedrale di Aquila.
Orfano dei genitori il Caldara fu mandato a studiare a Napoli da monsignor Antonio Monferrato grazie all’aiuto del conte Gaetano Varo che si sobbarco’ le spese necessarie per l’accademia delle belle Arti a Napoli. Morì nella città partenopea nel 1897.

Redazione

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