Attualità

Foggia, digiuno a staffetta per chiedere la fine di ogni guerra

“L’iniziativa del digiuno a staffetta è nata per scuotere un po’ le coscienze dall’assuefazione alle guerre, prima che iniziasse questa ulteriore fase del conflitto israelo-palestinese. Da sempre il digiuno rappresenta una pratica nonviolenta a disposizione di quanti intendono manifestare pacificamente il dissenso a difesa dei diritti umani calpestati dalle leggi e dagli stati». Giuseppe La Porta insegna Filosofia ai suoi studenti ed è da sempre attento ai temi della pace, della nonviolenza, dell’obiezione fiscale, del disarmo.

Da qualche mese, all’interno del Coordinamento Capitanata per la pace, si è costituita una “Arca per la Pace” che pratica «il digiuno a staffetta, con il coinvolgimento attivo di circa una quindicina di pacifisti locali che digiunano avvicendandosi nel corso della settimana» spiega La Porta. «In questo tipo di azione ci vedo soprattutto la voglia di far sentire, attraverso la privazione del cibo e quindi della sofferenza del proprio corpo, perché anche digiunare 24 ore non è facilissimo, la possibilità di immedesimarsi empaticamente con le condizioni dei popoli vittime delle guerre che sono soggetti a bombardamenti, oppressione, mancanza di rifornimento di cibo, attrezzature, medicine. Ma anche la voglia di mostrare che non ci si vuole abituare alle guerre. Tra cui quella Russa-Ucraina e questa nel Medioriente». (Fonte Emiliano Moccia su Vita)

Vincenzo D'Errico

Giornalista professionista e scrittore, impegnato a lungo nell’emittenza locale, collaboratore del quotidiano L’Edicola del Sud, direttore della Rivista Filosofia dei Diritti Umani / Philosophy of Human Rights.
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