Avrebbero ricevuto del denaro e altri regali per ottenere il superamento delle prove dei concorsi per entrare nelle Forze Armate e forze dell’ordine. Lo hanno scoperto i carabinieri del Ros di Foggia che, questa mattina, hanno eseguito nelle province di Foggia, Napoli, Roma, Taranto e Benevento, sei misure cautelari nei confronti di tre sottufficiali e un ufficiale dell’Aeronautica Militare e di un dipendente del Ministero della Pubblica Istruzione.
I sei sono accusati, a vario titolo di, corruzione, traffico di influenze illecite, falso e sostituzione di persona. Nel corso dell’operazione è stato eseguito anche decreto di sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, per 523.500 euro nei confronti di due sottufficiali, ritenuti i principali indagati. Dei sei colpiti dall’ordinanza, due sottufficiali sono andati in carcere, uno ai domiciliari mentre per gli altri tre è stato disposto a vario titolo, l’obbligo di dimora nel comune di residenza, la misura interdittiva della sospensione dai pubblici uffici e servizi per quattro mesi.
I provvedimenti sono stati emessi dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Foggia, su richiesta della Procura. Nel corso dell’inchiesta portata avanti dai militare del Ros di Foggia è emerso che due sottufficiali dell’Aeronautica Militare Italiana, entrambi in servizio presso il 32° Stormo di Amendola – in concorso con altri soggetti, alcuni dei quali pubblici ufficiali non ancora identificati – sarebbero al centro di un circuito corruttivo volto a condizionare le procedure di selezione relative al reclutamento per le Forze Armate e forze dell’ordine.
Nel procedimento penale risultano indagate diverse persone, tra cui genitori e parenti di aspiranti candidati a concorsi, un sottufficiale della Guardia di finanza, nonché un sottufficiale dell’Aeronautica Militare in congedo. Nel corso della stessa attività d’indagine, su delega della Procura di Foggia, a novembre scorso sono state eseguite alcune perquisizioni domiciliari, presso gli uffici e le abitazioni di alcuni indagati, durante le quali erano state sequestrate somme di denaro contante per circa 215.000 euro, nonché orologi di valore ed altre utilità, ritenuto provento dell’attività illecita. Secondo quanto emerso dalle indagini i due sottufficiali oggetto della misura di oggi, seguivano i concorsi degli aspiranti sin dalle prime battute e ne curavano anche la preparazione.
Nell’abitazione di uno dei due infatti, si tenevano vere e proprie lezioni tese alla preparazione con altrettante simulazioni, attinenti prove concorsuali e colloqui di psicologia, ritenuti fondamentali per il superamento del concorso. Entrambi i due sottufficiali – dicono gli inquirenti- attraverso i propri contatti ed in cambio di utilità, sfruttando e vantando relazioni esistenti o asserite con pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio addetti al reclutamento, in cambio di indebite corresponsioni di denaro, sarebbero riusciti a fornire, alcune prove concorsuali in anticipo circa relativi a prove di concorsi di specializzazione e o intercedere riguardo le votazioni di taluni esami ambito prove fisiche o ancora in occasione di visite mediche necessarie ad attestarne la idoneità fisica. La gestione e la riscossione del denaro avveniva per mano di due sottufficiali dell’aeronautica militare che ricevevano dai genitori dei candidati – questi ultimi non sempre a conoscenza del pagamento per il superamento delle prove concorsuali-, cui venivano fornite garanzie circa il superamento delle procedure concorsuali, una corresponsione di denaro variabile in base alla tipologia di concorso e alla prova concorsuale da sostenere, di cui il saldo finale, invece, veniva corrisposto al termine delle pubblicazioni della graduatoria.

