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"Civico 120", il film di Lorenzo Sepalone per non dimenticare

Foggia – In un commovente post sulla sua pagina Facebook, il regista foggiano Lorenzo Sepalone ha parlato della preparazione di “Civico 120“, il lungometraggio di docu-fiction che racconterà, con delicatezza, la tragedia di Viale Giotto.

Il progetto, nato durante una serie di incontri avvenuti tra il regista, i parenti delle vittime ed alcuni superstiti, sarà prodotto nel 2020.

Il giovane cineasta, già autore del cortometraggio Ieri e Domani”, vincitore di numerosi premi nazionali ed internazionali, ha raccontato così la lavorazione della sua nuova pellicola:

“Avevo quasi dieci anni quando la mia città visse uno dei momenti più tristi della sua storia.
La notte dell’11 Novembre 1999, alle ore 3.12, a Foggia, crollò improvvisamente un palazzo di 6 piani.

Lo stabile, costruito tra la fine degli anni 60 e gli inizi degli anni 70, era situato al civico 120 di Viale Giotto. Prima dell’alba di quel giovedì, 67 vite furono tragicamente interrotte.
Una famiglia di 5 persone, che risiedeva ai locali a piano terra, riuscì a scampare alla strage fuggendo dal palazzo pochi minuti prima del crollo. Soltanto 9 persone estratte dalle macerie si salvarono.
, scrive Lorenzo Sepalone.

E ancora, si legge: “Numerosissimi soccorritori, arrivati sul posto da ogni parte d’Italia, diedero il loro commovente ed instancabile supporto.

Il palazzo implose, in 19 secondi, a causa di un cedimento strutturale. I consulenti incaricati dalla procura parlarono di materiali scadenti utilizzati durante la costruzione, di calcoli statici errati e di un collaudo inesistente. L’inchiesta fu archiviata nel 2007. I 4 indiziati erano deceduti e quindi non imputabili.

Tra i presunti colpevoli c’era il costruttore, che abitava con il fratello al quinto piano del palazzo crollato, e morì sotto le macerie.

Quella di Viale Giotto fu la più drammatica tragedia edilizia italiana nel dopoguerra. Una catastrofe che lasciò una ferita lacerante, mai rimarginata, nel cuore di Foggia.
Dopo quasi vent’anni dal dolorosissimo avvenimento, da cittadino foggiano e da regista cinematografico, ho sentito l’esigenza di realizzare un film per raccontare, con delicatezza e rispetto, il dramma di Viale Giotto.

Ho iniziato così a scrivere “Civico 120” partendo dai ricordi di chi ha vissuto nello stabile crollato e concentrandomi sugli aspetti umani e solidali legati alla triste vicenda. Prima di cominciare la lavorazione, sono entrato, in punta di piedi, nelle case e nei cuori di molti parenti delle vittime e di alcuni superstiti. La loro straordinaria forza mi ha insegnato a guardare la vita in modo diverso.

Successivamente ho conosciuto vigili del fuoco, poliziotti, medici e soccorritori che vissero da vicino l’immane disastro.

Dopo due anni di incontri sono disponibile ad ascoltare altre testimonianze, perché, ancora oggi, ogni foggiano vive il lutto di quella catastrofe con un forte senso di appartenenza.

Ho deciso di girare “Civico 120” perché è fondamentale salvaguardare la memoria storica di una città. Perché è importante non far cadere nell’oblio le tante dimostrazioni di solidarietà che accompagnarono quel dramma. Perché è esemplare mostrare la forza di chi è riuscito a ricostruire la propria vita ripartendo dalle macerie.

Ho deciso di girare “Civico 120” per raccontare la storia di un condominio formato da persone semplici e oneste, vittime innocenti di un sistema “malato”. Una storia scritta anche dai ricordi belli, quei ricordi splendenti che rendono eterne tutte le famiglie, quei ricordi luminosi che la notte più buia non è riuscita ad oscurare”.

Redazione

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