Politica

Foggia, Angiola attacca in aula: “Negato il diritto al fatto personale, scriverò al Prefetto”

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FOGGIA – Scontro politico in Consiglio comunale a Foggia dopo quanto denunciato dal consigliere comunale Angiola (Cambia), che accusa la presidenza dell’aula di avergli impedito di intervenire per “fatto personale” durante l’ultima seduta consiliare.

Secondo Angiola, nel corso del dibattito la sindaca avrebbe sostenuto che lui avrebbe tentato, sin dall’insediamento del Consiglio, di passare in maggioranza. Una ricostruzione che il consigliere respinge con forza, definendola “falsa e gravissima”.

“È accaduto esattamente il contrario – afferma Angiola –. Sono stato io a subire l’abbandono della consigliera Stefania Rignanese, eletta nelle liste a me collegate e successivamente passata in maggioranza. Io sono sempre rimasto all’opposizione e continuo a svolgere coerentemente il mio ruolo”.

Il consigliere contesta anche alcuni riferimenti personali rivoltigli in aula, in particolare l’espressione “narcisista” utilizzata dalla sindaca in merito ai suoi video pubblicati sui social, ritenuta offensiva e incompatibile con il confronto istituzionale.

Al centro della polemica c’è l’applicazione dell’articolo 25 del regolamento comunale, che disciplina il diritto al “fatto personale” quando un consigliere ritiene di essere stato chiamato in causa per fatti non veritieri o per dichiarazioni mai espresse. Angiola sostiene che la presidente del Consiglio comunale, Lia Azzarone, gli abbia negato sia la possibilità di spiegare le ragioni della richiesta sia quella di replicare in aula.

“Si tratta di un episodio grave – sostiene il consigliere – perché mette in discussione il rispetto delle regole democratiche, delle prerogative delle minoranze e della dignità del Consiglio comunale”.

Angiola annuncia infine l’intenzione di rivolgersi al Prefetto di Foggia per segnalare quanto accaduto durante la seduta e chiedere attenzione sul rispetto delle prerogative regolamentari dei consiglieri comunali.

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