Cronaca

Il giornalista Gianluigi Nuzzi sul caso del giovane cerignolano Donato Monopoli: “Questo ragazzo chiede giustizia”

A un anno dalla scomparsa del giovane cerignolano Donato Monopoli e dopo le recenti polemiche sollevate nel gruppo Facebook “Giustizia per Donato”, è intervenuto anche il giornalista e conduttore televisico Gianluigi Nuzzi.

Sulla sua pagina Facebook il volto noto della Tv ha scritto un lungo post dedicato al giovane ragazzo di Cerignola massacrato in una discoteca a Foggia, ricostruendo la tragica vicenda e sottolineando i punti caldi della polemica e del parallelismo con il caso di Willy.

“Questo ragazzo chiede verità e giustizia. Si chiama Donato Monopoli, pugliese di Cerignola, 26 anni, è morto un anno fa. Le indagini hanno individuato chi lo avrebbe ucciso che incredibilmente rimane libero, senza aver scontato un solo giorno di carcere.

Gli accusati sono Michele Verderosa e Francesco Pio Stallone: avrebbero massacrato Donato con una violenza inaudita, accanendosi sul giovane anche dopo che aveva perso conoscenza. Mamma e papà chiedono giustizia, invitano i testimoni a farsi avanti eppure su questo omicidio rimane un’insopportabile cappa di silenzio.

Siamo nella periferia di Foggia, è la sera del 6 ottobre 2018, un amico di Donato è rientrato a casa dalla Spagna e tutti vano a festeggiare alla discoteca “Le Stelle”.

Quella sera c’è una festa privata organizzata dagli studenti universitari. Donato e l’amico si stanno divertendo, quando improvvisamente inizia la violenza, la rissa per uno sguardo di troppo a una ragazza. Donato interviene per difendere un amico ma ha la peggio. Viene trasportato in ospedale con un’emorragia celebrale. I medici fanno di tutto. Lui è forte, non vuole morire.

Si aggrappa alla vite con tutte le sue forze, fino all’8 maggio 2019 quando il suo cuore si arrende. I due accusati, dopo sei mesi ai domiciliari, hanno solo l’obbligo di firma, la loro vita prosegue regolarmente.

Qui su facebook è stata creata la pagina “Giustizia per Donato” che al momento conta 21mila iscritti, pone interrogativi seri: “Dov’è la prima pagina dei giornali per Donato? Dove sono le decine di cronisti che hanno invaso Colleferro? Dov’è il post di Giuseppe Conte?’.

Dove sono i trattati di sociologia emersi in questi giorni? Per quale squadra tifava Donato? Che sogni aveva? Che lavoro faceva? E i suoi aguzzini? Praticavano le arti marziali? Erano dei ‘truzzi’? Guardavano Gomorra? Spacciavano? Sono la rappresentazione del ‘vuoto’ della nostra epoca? Erano dei prepotenti?”.

Redazione

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