Ambiente

Doggy bag obbligatoria: la proposta di Giandiego Gatta contro lo spreco alimentare

L'esponente azzurro ha firmato una proposta di legge che obbliga i ristoratori ad avere una doggy bag con la possibilità di portare i propri avanzi a casa ai clienti che la richiedono.

“Finisci di mangiare, e pensa ai bambini che muoiono di fame”.Quante volte i i bambini si son sentiti ripetere questo mantra antispreco. E’ lo spreco il timore principale delle famiglie, alle prese con i conti che non tornano mai e con lo sconforto di gettare un pezzo di carne avanzata o l’insalata avvizzita nella pattumiera. Lo sconforto è ancora più accentuato quando, al ristorante, gli avanzi lasciati nel piatto prendono la strada del bidone della spazzatura. Qualche massaia più intraprendente chiede ai camerieri se è possibile portare gli avanzi al cane di casa. Una scusa banale, per non ammettere che non si vuol gettare il pezzo di filetto o il trancio di torta lasciato dai figli nel piatto. Stessa cosa con il vino: che peccato lasciare sul tavolo una mezza bottiglia di vino pregiato. A chiedere di portare a casa gli avanzi del ristorante sono sempre più persone, ma a volte ricevono risposte negative da qualche ristoratore che non ha, o non vuole dare, un contenitore idoneo per gli alimenti. E quando la cortesia non funziona, occorre affidarsi alla legge. E così i deputati di Forza Italia Giandiego Gatta e Paolo Barelli hanno presentato una proposta di legge che obblighi i ristoratori ad avere una doggy bag che consenta ai clienti che lo desiderino di portare i propri avanzi a casa. Un modo sostenibile ed economico per evitare di gettare nell’immondizia ciò che non viene consumato e ridurre così lo spreco alimentare. L’iniziativa, nata in America e già obbligatoria da tempo in Francia e Spagna, prevede che tutti gli operatori della ristorazione abbiano sempre a disposizione dei contenitori a norma, riutilizzabili o riciclabili, e siano altrimenti sanzionabili con multe fino ai 125 euro.
“Oggi vediamo la doggy bag come una sorta di concessione benevola che il gestore del ristorante fa nei confronti del consumatore, domani sarebbe un obbligo. L’obiettivo è far si che tutto ciò che avanza possa essere portato a casa e eventualmente destinato o al consumo proprio o ai nostri animali domestici”, ha spiegato Giandiego Gatta ai microfoni di La Presse.
L’iniziativa del parlamentare sipontino ha solide basi nel Paese. Secondo i dati dell’Osservatorio Waste Watcher International, un italiano su due chiede di trovare la doggy bag al ristorante. E uno su tre consiglia di dotarsi di contenitori riutilizzabili ed eco-compatibili. Per Giandiego Gatta la proposta di legge sulla doggy bag “deve essere un motivo di stimolo, di sensibilizzazione culturale per far sì che anche le generazioni future possano attuare un minor spreco.” D’accordo sul principio ma non sul nome il fondatore del movimento Spreco Zero Andrea Segré, che invita a non chiamarle doggy bag (borse per il cane) perché – spiega – “si rischia di togliere valore al gesto del recupero del cibo e di scoraggiare il recupero” e suggerisce il termine “family bag, che restituisce una visione anche domestica della prevenzione dello spreco alimentare”.

Vincenzo D'Errico

Giornalista professionista e scrittore, impegnato a lungo nell’emittenza locale, collaboratore del quotidiano L’Edicola del Sud, direttore della Rivista Filosofia dei Diritti Umani / Philosophy of Human Rights.

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