Ambiente

Direttiva UE anti-smog, Italia unica in Europa senza consultazione pubblica

Le associazioni chiedono trasparenza, un cronoprogramma e obiettivi più ambiziosi

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L’Italia è l’unico Paese, tra quelli monitorati dal nuovo AAQD Transposition Tracker dell’European Environmental Bureau (EEB), in cui non è prevista alcuna consultazione pubblica sul recepimento della Direttiva europea sulla qualità dell’aria 2024/2881.

Eppure, secondo i dati dell’Agenzia Europea dell’Ambiente, l’Italia resta il Paese UE con il maggior numero di morti premature da PM2,5: 43.083 nel 2023, davanti a Polonia e Germania. Nel 2025, in 25 città su 27 monitorate dalla campagna “Cambiamo Aria”, le medie annue hanno superato i nuovi limiti UE per il PM2,5, con situazioni particolarmente critiche a Milano, Torino e Padova.

Il Tracker, la cui compilazione per l’Italia è a cura di Cittadini per l’aria, confronta nove Paesi (Bulgaria, Francia, Germania, Italia, Ungheria, Polonia, Portogallo, Spagna, Svezia) su cinque aree tematiche: stato di avanzamento, livello di ambizione, partecipazione pubblica, strumenti attuativi, rischi e criticità. All’ultimo aggiornamento, l’Italia ottiene la valutazione peggiore, al pari della Bulgaria.

Nessuna bozza di decreto di recepimento è disponibile, nessuna consultazione è stata attivata e sull’implementazione incombe un contenzioso davanti alla Corte Costituzionale sulla ripartizione delle responsabilità tra Governo e Regioni del bacino padano, che mette a rischio il rispetto del termine di trasposizione dell’11 dicembre 2026.

Un dato che evidenzia l’immobilismo: tra il 2005 e il 2023, il tasso di mortalità attribuibile al PM2,5 è calato del 66,4% in Francia (da 101,7 a 34,2 morti per 100.000 abitanti) e solo del 43,4% in Italia (da 177,7 a 100,6).

A fronte di ciò, gli altri Paesi si sono già attivati: la Polonia con un gruppo di lavoro permanente con Regioni e ONG, la Francia con un tavolo tecnico del Bureau Qualité de l’Air, la Spagna con una consultazione pubblica e workshop, la Germania con una consultazione sulla bozza di legge e la Svezia proponendo un limite per il piombo cinque volte più stringente di quello UE.

Per queste ragioni, Cittadini per l’aria, European Environmental Bureau, Clean Cities Campaign, ISDE Italia – Associazione Medici per l’Ambiente, Kyoto Club, Legambiente, Transport & Environment e Torino Respira chiedono al Governo di:

– Attivare immediatamente un processo di consultazione pubblica sullo schema di decreto di recepimento;

– Pubblicare un cronoprogramma verificabile del percorso di trasposizione;

– Utilizzare questa fase per fissare obiettivi nazionali più ambiziosi dei minimi europei, superando il vincolo dell’art. 32 della legge 234/2012.

Siamo ancora una volta al di sotto del minimo sindacale di quanto prescritto dai principi di diritto e dalla comune saggezza del buon padre di famiglia. La prevalente preoccupazione di frenare sulle misure invece che di accelerare dimostra disprezzo per la salute e il benessere dei cittadini” – dichiara Anna Gerometta, presidente di Cittadini per l’aria.

L’inquinamento atmosferico rimane il più grande rischio per la salute ambientale in Europa, con circa 300.000 morti premature l’anno. Sebbene diversi Paesi abbiano avviato consultazioni, l’Italia è attualmente l’unico in cui nessuna consultazione è stata annunciata. Le informazioni restano difficili da reperire, sollevando preoccupazioni su trasparenza e partecipazione” – sottolinea Margherita Tolotto, EEB”.

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