Cultura e territorio

Dall’amore per il territorio e la natura, l’idea vincente di Angela Ventura. Con la sua azienda Monte Sambuco coltiva il sambuco dei Monti Dauni

Una scelta di vita nel nome della natura. Un incontro fortuito con un fiore che racchiude tutto il bello e il buono del nostro territorio. Inizia così la storia di Angela Ventura, imprenditrice che lascia Bari e un lavoro nel settore dell’informatica per trasferirsi sui Monti Dauni, a Motta Montecorvino dove incontra l’amore ma corona anche un altro sogno: la sua azienda agricola, Monte Sambuco che ci racconta nel dettaglio in questa lunga intervista.

Angela Ventura

Angela, partiamo dal principio. Una scelta coraggiosa e controcorrente: da un centro urbano alla magia dei paesini dei Monti Dauni. Perchè hai deciso di trasferirti?

I Monti Dauni  sono stati una sorprendente scoperta quando avevo solo quindici anni. Venivo spesso a trascorrere le vacanze o i fine settimana ospite di una mia cara amica di liceo. La mia passione per la natura, per i percorsi nel bosco e per gli spazi incontaminati ha creato un legame ancora più forte con Motta Montecorvino. Dopo alcuni anni, ho conosciuto a Motta il mio attuale marito, ed è stata una decisione spontanea quella di vivere in questo paese.

Angela per anni hai lavorato nel settore dell’informatica. Come sei approdata poi all’agricoltura?

Sicuramente non è un passaggio scontato. Devo molto ai miei genitori che mi hanno permesso di scegliere liberamente il mio percorso formativo. Ho lavorato per più di quindici anni nel settore informatico, e questo è stato sicuramente un valore aggiunto nel passaggio al settore agricolo. Vivendo in un paese come Motta Montecorvino e avendo a disposizione alcuni terreni coltivabili, la mia passione per la natura ha avuto il sopravvento e ho deciso di farla diventare una professione. Questo mi ha permesso di avere a disposizione più tempo per la mia famiglia e per le mie passioni.

Dalla tua passione per la natura, la scoperta del sambuco. Di che pianta si tratta e quali sono i suoi utilizzi?

Nei pressi di Motta Montecorvino si trova Monte Sambuco, una località a circa 1000 m di altitudine. Prende il nome da un arbusto tipico dei Monti Dauni, il Sambuco, dalle molteplici proprietà benefiche. Ho cominciato a documentarmi e dalle mie ricerche è emerso che già dallantichità venivano usate varie parti di questa pianta, in particolare i fiori e le bacche. Ho provato a fare lo sciroppo con i fiori di sambuco, rilevando i suoi benefici in caso di stati febbrili e influenzali. Mentre, le bacche sono ottime come confetture.

Dalla pianta alla nascita di Monte Sambuco. Qual è la filosofia aziendale?

Attualmente la mia azienda è in conversione per il biologico. Si fonda sulleconomia circolare, sul rispetto della natura e sulla riscoperta delle conoscenze dei nostri avi. Abbiamo alcuni animali, tra cui cavalli, asini e caprette che ci permettono di concimare in modo naturale la terra e offrire prodotti sani, naturali ed ecologici, senza usare diserbanti e pesticidi. Noi li curiamo e li nutriamo con mangimi coltivati in azienda in modo naturale.

Monte Sambuco

Che tipo di prodotti produci con Monte Sambuco?

Inizialmente abbiamo cominciato con la coltivazione del farro per allontanarci dalla monocoltura del grano duro che identifica la nostra zona. Avendo alcuni animali, coltiviamo anche avena e altri cereali per la fienagione. Nel 2020 il mio sogno è diventato realtà grazie al bando di finanziamento del GAL Meridaunia per il sostegno, il miglioramento e la sostenibilità alle aziende agricole dei Monti Dauni. Ho candidato, così, la mia idea imprenditoriale e vinto un finanziamento per la messa a dimora di ben 400 piante di Sambucus Nigra L., attrezzi per la coltivazione e quanto necessario per portare sul web la mia attività. Attualmente produciamo anche farro, venduto sia in semi che come farina. Dal sambuco otteniamo invece vari prodotti: sciroppo di fiori, sciroppo di bacche e confetture di bacche. Produciamo anche altre confetture, esclusivamente da frutta della nostra azienda come more, mele cotogne e fichi.

Un’idea vincente insomma. Anche il pubblico ha apprezzato?

Non nascondo la mia paura nello scommettere su un prodotto che non era molto conosciuto, neanche in un territorio dove il sambuco nasce e cresce spontaneamente. È stato sorprendente vedere il successo che ha riscosso sia nelle realtà locali, come anche fuori regione.

Oggi il pubblico è molto più attento ai prodotti che consuma. Quanto è importante investire in attività di agricoltura sostenibile e nella produzione biologica?

Anche senza riconoscimento del biologico, il nostro intento è sempre stato quello di coltivare nel rispetto della natura, ponendo riparo allo sfruttamento eccessivo dei terreni a causa delle monocolture intensive perpetuate per decenni. Non possiamo parlare di conversione ecologica a livello mondiale se non cominciamo già nelle piccole realtà ad utilizzare un comportamento consono alla salvaguardia dellambiente. Si deve partire dal piccolo, cominciare a fare rete dai piccoli comuni, che sicuramente sono molto più sensibili alle problematiche ambientali, per poi coinvolgere anche le realtà metropolitane.

Sicuramente per far conoscere un prodotto nuovo conta anche la sua promozione. Avete realizzato eventi degli eventi dedicati?

Sono sempre stata convinta che il successo di una realtà imprenditoriale stia nella capacità di saper collaborare e affidarsi ad esperti del settore manageriale, sarà anche per la mia formazione informatica. Grazie a Trawellit sono entrata un circuito che mi ha permesso di valorizzare e narrare la tipicità dei miei prodotti entrando in sinergia con altri attori del territorio. Ad esempio, a settembre abbiamo organizzato con loro un evento per il Gruppo ALI (Associazione Lavoratori Intesa), in cui una guida turistica ha condotto i visitatori prima nel nostro borgo di Montecorvino, poi nella mia azienda, dove ho raccontato le antiche tecniche di molitura. Con l’associazione OnlyFood e Apulia Cocktail Experience abbiamo preparato un aperitivo col sambuco protagonista nella cornice di un panorama mozzafiato dei nostri Monti Dauni al tramonto. Questa iniziativa è piaciuta talmente, che la stiamo riproponendo quest’anno.

bacche monte sambuco

Ti sei mai cimentata con le fiere?

Si, proprio dopo questa esperienza, ho partecipato a diversi eventi e fiere riscontrando notevole interesse per i miei prodotti. Sono entrata nella rete di Slow Food, partecipando al Mercato della Terra che si svolge ogni seconda domenica del mese a Biccari. Inoltre, i miei prodotti, insieme ad altre eccellenze enogastronomiche dei Monti Dauni sono stati presentati presenti allevento TerraTerra a Torino. Quindi, davvero esser parte di una rete genera valore per tutti.

Finora ne abbiamo solo parlato ma vorrei entrare nel vivo dell’utilizzo del sambuco consigliando una ricetta. Quale?

Una ricetta tipica è: fiori di sambuco fritti in pastella che si può leggere nel dettaglio sul nostro sito. Con i due tipi di sciroppi, utilizzabili anche solo come dolcificanti nelle bevande calde o fredde, si fanno dei cocktail molto gustosi e rinfrescanti, sia alcolici che analcolici.

Dalla nostra intervista Monte Sambuco sembra una realtà consolidata e promettete. A tal proposito, ti chiedo se ci sono altri progetti in corso?

Il nostro territorio ha grandi potenzialità, soprattutto di tipo turistico, purtroppo poco sfruttate. Stiamo vivendo in un momento storico nel quale molti di noi sono in cerca di posti tranquilli che ci mettano in contatto con la natura per riscoprire quella tranquillità interiore che le città ci hanno fatto dimenticare. Ho tanti progetti che vorrei realizzare per questo territorio, tra cui la ristrutturazione di una mia antica neviera, presente in circa due ettari di bosco di conifere dalto fusto e querce, facendo diventare il sito un polo didattico delle antiche attività perdute dei nostri nonni integrato in percorsi sensoriali volti alla conoscenza delle specie arboree autoctone. Con gli asinelli della mia azienda vorrei fare il cosiddetto trekking someggiatoo semplicemente la passeggiata con lasino dove il bambino porta questo docile animale tenuto alla corda, per le antiche vie mulattiere presenti in gran numero sui Monti Dauni, sostando in siti di interesse naturalistico dove svolgere attività di tipo motorio, culturale, artistico e ricreativo.

Insomma pensi in grande ma con un occhio di riguardo sempre verso la tua amata terra.

I Monti Dauni hanno una grande potenzialità in termini di offerta turistica per lamante del trekking e della mountain bike poiché il visitatore/atleta può tranquillamente usufruire di una moltitudine di sentieri battuti comunicanti tra di loro e percorribili in assoluta sicurezza. Il fitto sottobosco si presta anche ad escursioni più tecniche affinando le proprie capacità di orientamento.

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Dalila Campanile

Giornalista pubblicista, addetta stampa e digital PR. Sin da piccola non ho mai smesso di coltivare una delle mie più grandi passioni: la scrittura. Dopo l’esperienza di redattrice presso il giornalino scolastico delle scuole medie “Il SottoSopra”, ho capito che la mia strada sarebbe stata quella: non mi sono mai fermata, intraprendendo numerose collaborazioni con le testate locali, specializzandomi in articoli di costume. Poi sono arrivate le collaborazioni per gli uffici stampa e la comunicazione digitale. Dopo la laurea in legge – la mie materia preferite? Inevitabilmente Diritto Commerciale e Diritto delle Comunicazioni – ho seguito numerosi corsi di aggiornamento e specializzazione per affinare le mie doti comunicative. La mia missione? Far circolare le buone notizie e raccontare il bello che ci circonda, perché non bisogna mai darlo per scontato.
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