“Dall’alba”, con Ser Key Vieste conquista anche il mondo rap

Ambientato nel Gargano il primo singolo del rapper

Foggia Reporter

La gente è stanca di subire in questa situazione dove le parole non hanno più niente da dire”: canta così Carmine Vecchione (in foto), alias Ser Key, rapper autore del singolo “Dall’alba”, girato a Vieste, cittadina d’adozione del giovane cantante  che quest’anno ha deciso di lanciarsi nel panorama musicale del mondo rap con un brano dedicato ai giovani. Il singolo, infatti, è liberamente ispirato ad alcuni dei tanti fatti di cronaca realmente accaduti: una scelta controcorrente rispetto alla musica trap e alle serie tv dedicate alla mafia che conquistano il pubblico giovanile. Un videoclip con scene forti che hanno scatenato la polemica ma al tempo stesso hanno permesso al rapper di raggiungere il suo obiettivo: far capire ai giovani che “è la vita che vale più di tutto il resto”.

Il video ufficiale

UNA PASSIONE MAI SPENTA

Carmine Vecchione, classe 1995, si avvicina alla musica rap sin dall’adolescenza, cimentandosi con il freestyle grazie al coinvolgimento di alcuni amici. Artigiano nella vita quotidiana con la passione per il rap, ha deciso di dedicarsi seriamente alla musica, continuando con il nome scelto sin da quando ha mosso i primi passi nel settore: Ser Key, ovvero colui che possiede le chiavi per aprire tutte le porte.

La comprensibile presunzione dell’adolescenza tuttavia, non gli ha fatto perdere di vista le sue consapevolezze: “Ho atteso che i tempi fossero maturi per lanciare il mio primo singolo, o perlomeno un brano che possa definirsi taleracconta Carmine ai nostri microfonianche la voce è diventata più matura.” Per un cantante poi è molto importante trovare le parole per i propri testi: il singolo “Dall’alba” si è scritto quasi da solo, tra una commissione e l’altra, con la miccia che si è accesa dopo alcune notizie di cronaca che hanno scosso l’intera cittadina del Pizzomunno, da alcuni mesi, teatro di una feroce guerra di mafia.

Dopo aver scritto il testo, ho chiesto al mio amico di sempre, Marco Stekkett di preparare la base musicale. Era quasi fatta – continua Carmine – mancava solo un videoclip degno di questo nome per potermi finalmente lanciare sulla scena musicale.”

Uno scatto del backstage

IL DEBUTTO AL VIESTE SUMMER FESTIVAL

Nel brano, tra le righe, sono racchiusi tutti i suoi ricordi legati a Vieste, dove trascorre sei mesi all’anno sin da bambino: conosce bene il territorio e le sue dinamiche, tanto da volerle raccontare attraverso la musica.

Così, con questo primo singolo, Ser Key si è fatto notare a tal punto da essere invitato ad esibirsi al Vieste Summer Festival, con un brano che rappresenta il suo trampolino di lancio di quello che sembra essere a tutti gli effetti un talento emergente. Un talento che ha mosso i primi passi con la musica rap da semplice autodidatta: “Cantare durante una serata che ha ospitato artisti del calibro di Luchè e  Geolier è stata una grande emozione, una vera opportunità che ha rappresentato a tutti gli effetti l’inizio della mia gavetta nel mondo musicale – rivela Carmine con soddisfazione  – pertanto non posso che essere grato a tutta l’organizzazione ma in particolar modo a Tano Paglialonga e Antonio Coppola che hanno creduto in me, offrendomi la possibilità di esibirmi per il mio primo live importante”.

Una manifestazione che ha visto la partecipazione di tanti giovani, accorsi anche dai paesi vicini per ascoltare alcuni dei loro idoli del momento, esponenti della corrente trap, il sottogenere dell’hip pop che sta spopolando tra i teenager della nuova generazione. “Partecipare al Vieste Summer Festival con una canzone che lancia un messaggio controcorrente a quello che invece solitamente si ascolta nella trap è stata un’altra sfida vinta, perché, anche se sono amante del genere musicale non condivido affatto i messaggi che veicolano certe canzoni. Credo fermamente che la musica rap possa essere anche uno strumento per parlare ai giovani”. La tematica scelta nel singolo di Ser Key è alquanto particolare se contestualizzata in un territorio da mesi al centro della cronaca nera: dalla messa online del brano non è mancata, proprio per questo, la polemica.

La realizzazione della scena finale che ha acceso la polemica

UN BRANO MUSICALE AL CENTRO DELLA POLEMICA

Secondo alcune accuse mosse proprio dai concittadini,  il cantante, avrebbe ricostruito un fatto realmente accaduto mesi prima, ispirato alla notizia dell’uccisione a colpi di arma da fuoco di un giovane del posto: Vorrei ribadire che, con questa canzone,  non c’è mai stata l’intenzione di nuocere la sensibilità di qualcuno oppure di offendere qualche famiglia lesa, il mio intento, attraverso la musica, è solo quello di far comprendere che tragedie simili si potrebbero evitare e stimolare i nostri giovani ad una riflessione in merito alle loro scelte di vita”. Nel video infatti ci sono delle notevoli differenze rispetto ai fatti reali: “Non posso negare che la notizia mi abbia colpito personalmentespiega Carmine – e che ho scelto questo tema proprio per cercare di lanciare un messaggio diverso. Nel video sono presenti tante differenze, ma ciò che ha destato più scalpore è stata la scelta del luogo in cui girare la scena finale della sparatoria. Ho scelto quella zona semplicemente per esigenze logistiche. Nel video ho anche invertito i ruoli e la dinamica della sparatoria. C’è da dire anche che, ovunque avessi scelto di girare una scena di questo tipo, un bar, un vicolo, una zona pedonale, qualcuno avrebbe potuto sempre associare delle similitudini, considerando le notizie degli ultimi mesi che purtroppo hanno portato Vieste al centro della cronaca nera.”  Per girare il video c’è stato un vero e proprio coinvolgimento della cittadina garganica, tra amici comparse, bar e locali che hanno prestato la propria location per girare alcune scene, fucili finti e l’autorizzazione richiesta alle Forze dell’Ordine per la ripresa su strada, realizzate dai ragazzi di Jump Cut Gargano

Carmine Vecchione alias Ser Key con il gruppo di amici, attori per il suo videoclip

IL BACKSTAGE

Insomma, è proprio il caso di dire che di necessità si fa virtù: il giovane rapper infatti ha messo in campo tutte le sue risorse per realizzare il video del suo primo singolo. Ruolo fondamentale lo hanno poi svolto anche i suoi amici, i volti che resteranno indissolubilmente legati a questo debutto. “In realtà nella mia testa c’era già un’idea di quello che avrei voluto realizzarerivela Carminema non sono mancate delle sorprese in itinere come aver scoperto di avere amici attori nati oppure di essermi ritrovato con i (finti) killer che hanno assunto un ruolo di perno principale del video per la loro inaspettata bravura, mentre all’inizio avrebbero dovuto avere un ruolo più marginale”. Divertimento e impegno hanno concesso a Carmine di realizzare il video del suo primo brano: nelle riprese infatti compaiono la fidanzata Joana Cela, gli amici di sempre come Valerio Saia, Luca Galliano, Domenico Gentile, Alessio Vitagliano e Angelo Biscotti, tutti scelti non solo per i legami che hanno con il cantante ma anche per le proprie peculiarità fisiche e caratteriali che li hanno resi “adeguati” a comparire nel videoclip. “I miei amici hanno preso sul serio le riprese, a tal punto che qualcuno di loro si è calato davvero nella parte– (ride ndr) – così che, quando abbiamo ripreso la scena della sparatoria sulla strada, con l’autorizzazione delle Forze dell’Ordine, un’auto di ignari turisti ha visto la scena ed ha creduto di essere testimone di un’esecuzione a tal punto da inchiodare e fare dietrofront”. Un episodio ironico ma le risate diventano amare quando si pensa che purtroppo si tratta di situazioni accadute realmente nel nostro povero territorio martoriato. “Colgo l’occasione per ringraziare tutti coloro che hanno svolto un ruolo nella realizzazione del mio video, impegnandosi nelle riprese, concedendomi spazio e tempo, credendo insieme a me nel progetto.”  Per girare il video infatti è stata necessaria una full immersion per alcuni giorni consecutivi, in diversi momenti della giornata, dalla sera alle prime luci dell’alba, proprio come recita il titolo della canzone, il tutto sotto la competente regia dell’amico Samuele Silvestri.

“DALL’ALBA”: QUANDO LA MUSICA FA RIFLETTERE

Un finale volutamente forte, scandito dalle parole giuste incastonate nel ritmo rap: una scelta mirata per arrivare dritti al cuore – e alla testa –  dei giovani che guarderanno il videoclip e ascolteranno il brano, in un periodo storico in cui proliferano canzoni trap e serie tv che, in un certo senso, raccontano il lato affascinante della malavita. “Ho scelto il rap perché si fa ascoltare dai giovani, così da poter lanciare loro un messaggio che va controcorrente rispetto a quelli che sono i contenuti del genere di oggi-  dichiara Carmineil mio obiettivo è infatti è quello di far capire quanto è facile farsi affascinare da percorsi di vita sbagliati, dal soldo facile, dal finto rispetto ottenuto solo incutendo timore, salvo poi ritrovarsi a finire la propria vita così come avete visto nel mio video”:  Tante infatti le notizie di cronaca che raccontano di giovani freddati senza pietà, imbrigliati ormai in una vita che non lascia loro nessuna via di scampo, rubando la giovinezza.  “Anche se ho scelto Vieste  per ambientare il mio video– continua – il messaggio non è circoscritto ma può essere valido in tutto il mondo. A coloro che magari stanno decidendo che percorso intraprendere, a coloro che magari hanno già combinato qualche “marachella” mi sento di dire che con i valori giusti come l’onestà, il lavoro, l’amicizia e l’amore, si può sempre tornare indietro e scrivere un finale diverso per la propria esistenza.”

Il messaggio di Ser Key per i nostri lettori