Dai beni confiscati alla comunità: in Puglia 13 progetti per la legalità. Uno a Foggia vale un milione

BARI – Sono 13 i progetti finanziati in tutta la Puglia nell’ambito dell’avviso “Puglia Beni Comuni”, la misura regionale dedicata al riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Le iniziative, selezionate tra 34 candidature, sono state presentate dal presidente della Regione Antonio Decaro e dall’assessora alla Cultura Silvia Miglietta.
Tra i progetti ammessi figura anche quello del Comune di Foggia, che riguarda la riqualificazione di un immobile confiscato situato in contrada Pietrafitta. L’intervento, finanziato con un milione di euro, trasformerà il fabbricato in uno spazio multifunzionale aperto alla comunità, pensato per favorire inclusione, partecipazione e crescita sociale. La struttura, dotata di spazi interni su più livelli e di un’area esterna, sarà destinata ad attività rivolte a diverse fasce della popolazione, con particolare attenzione ai giovani e alle situazioni di fragilità. Il progetto si articolerà su cinque ambiti principali: contrasto alla povertà educativa, supporto a minori e giovani adulti, inserimento lavorativo, percorsi di autonomia per donne vittime di violenza e promozione della cittadinanza attiva. Nel corso della presentazione, Decaro ha sottolineato il valore simbolico e concreto dell’iniziativa, richiamando l’eredità della legge sul riutilizzo dei beni confiscati: “Sono particolarmente lieto di questa giornata. Doppiamente. Oggi, con al fianco organizzazioni come Libera e Avviso Pubblico e circondato da 13 amministratori locali, sigliamo un patto di collaborazione, profondo e simbolico. Lo scorso mese, il 7 marzo, è stata la ricorrenza dei 30 anni della Legge 109/1996: la legge che sotto impulso di Libera e delle tante realtà sociali e civiche, ha promosso nel nostro Paese il riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie. Una legge che ha ispirato molte legislazioni in Europa e nel mondo che fonda su un presupposto di giustizia sociale e di risarcimento: il patrimonio acquistato con soldi illeciti, sottratto alle mafie, viene recuperato, riaperto e restituito alle comunità, precedentemente vessate e impaurite dalle famiglie criminali proprietari. Dove prima c’era controllo del territorio, oggi c’è apertura. Dove c’era esclusione, oggi c’è inclusione. Dove c’era paura, oggi torna la comunità”.

