Da bene confiscato a motore di riscatto: a Cerignola nasce un laboratorio di antimafia sociale

CERIGNOLA – Un terreno sottratto alla mafia si prepara a diventare un simbolo concreto di legalità, lavoro e inclusione. Accade a Cerignola, in contrada San Giovanni in Zezza, dove entro due mesi sarà completato un laboratorio di trasformazione alimentare realizzato su un bene confiscato di circa otto ettari, comprensivo di una casa e di una vigna. L’opificio sarà dedicato alla memoria di Michele Cianci, il commerciante quarantenne ucciso dalla mafia cerignolana il 2 dicembre 1991 durante un tentativo di rapina alla sua armeria.
Ortaggi, verdure e frutta coltivati sul terreno verranno trasformati nel laboratorio da persone in condizioni di svantaggio sociale: ex detenuti, donne vittime di violenza e persone con disabilità, che saranno assunte con regolari contratti di lavoro. Parallelamente è in corso la ristrutturazione dell’abitazione presente sul fondo, destinata a diventare un ostello per i lavoratori migranti coinvolti nel progetto.
L’iniziativa, finanziata con fondi del Pnrr, vede il Comune come soggetto promotore ed è portata avanti dalla cooperativa sociale Altereco, che gestisce il bene, insieme al consorzio di cooperative Oltre.

