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Il crollo di Palazzo Angeloni nel quale persero la vita 9 persone

Una delle più grandi tragedie foggiane

Foggia – Oggi, 10 febbraio, ricorre un anniversario molto triste per la città di Foggia. Nella notte del 10 febbraio 1958 crollò Palazzo Angeloni, un rudere abbandonato situato nel vecchio quartiere del Piano delle Croci, in via dell’Aquila, dove alcune famiglie meno abbienti avevano trovato rifugio.

Ieri, come oggi d’altronde, l’emergenza abitativa rappresentava un vero problema. La guerra era terminata da pochi anni e le famiglie foggiane erano per la maggior parte povere.

Un forte boato, quella tragica notte, investì gran parte della città. Un suono tonfo, un crollo che non lasciò scampo ai nove abitanti del rudere. La vittima più piccola, pensate, aveva solamente 11 mesi. Nel crollo morirono anche altri due bambini di 6 e 9 anni. Una tragedia immane, la più grande per Foggia dopo l’incubo della seconda guerra mondiale. Una tragedia, purtroppo, che si ripresentò in forme analoghe nel 1999 con il crollo di viale Giotto. In quell’occasione, però, le vittime furono molte di più.

Come riportato da Raffaele De Seneen sulle pagine di manganofoggia.it, “La precaria situazione del palazzo era nota, e probabilmente la miscela esplosiva si venne a formare sommando le resistenze degli occupanti ad una obbligatoria lentezza ed impossibilità di dare risposta al problema, tant’è che appena due giorni prima era avvenuto il primo trasloco per una famiglia che occupava il primo piano.
Eppure, in quel palazzo si continuava a vivere, anzi, a progettare il proprio futuro contando proprio su di esso. Infatti, una delle cause che sembra portò al crollo, fu la costruzione di una parete divisoria al terzo piano, per creare un vano autonomo per una coppia di fidanzati  che di lì a qualche giorno si dovevano sposare.
I soccorsi, come l’accorrere delle autorità, furono immediati, ma inutili, perchè nessuno uscì vivo dalle macerie del Palazzo Angeloni.”
Le vittime di quel crollo, come detto furono nove. Ecco i loro nomi:

–  Raffaele e Maria Giardino, coniugi, rispettivamente di 74 e 70 anni

– Maria Quaglia vedova Stanzione di 55 anni

– Rita Stanzione di 15 anni

– Agostino Stanzione di 9 anni

– Angelo Stanzione di 6 anni

– Concetta Di Santo (nuora della Stanzione) di 23 anni

– Anna  Maria Stanzione (figlia di Concetta) di 11 mesi

– Gennaro Borrito di 24 anni (fidanzato di Rita)

Il fato volle che in quel terribile crollo persero la vita anche i parenti di Agostino Laquaglia, l’eroe foggiano che scavò ininterrottamente per 72 ore nel tentativo di estrarre qualche superstite dalle macerie di viale Giotto.

Fonte: Manganofoggia.it

 

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